E adesso? Purtroppo nelle ultime ore la situazione è diventata abbastanza incasinata, praticamente ed emotivamente. Durante questo lungo viaggio ho pensato molto alla mia vita a Bergamo ed ho capito quanto mi sia difficile stare qui, soprattutto se sono anche lontano da Sergio e famiglia. Non mi vergogno a dirlo, purtroppo un'esperienza di diversi mesi non fa per me, ho già troppa nostalgia di casa e poco desiderio di restare.
Pensavo di poter vendere facilmente la macchina, invece non è così. Se ci riuscirò, sarà per non molti soldi, quindi sto pensando ad una exit strategy per poter tornare a breve. Lo sconforto è aumentato quando mi sono reso conto di quanto avessi trascurato certi legami invece importanti e che forse ora è troppo tardi per recuperare. Questo mi ha proprio abbattuto. Vorrei poter ripartire ora, improvvisamente tutto qui ha perso di interesse.
Sapevo che non sarebbe stato facile, ho sempre detto che non sapevo a cosa andavo incontro e ora l'ho capito. Che dire, non avrò il rimpianto di non averci provato, è importante conoscere i propri limiti e l'unico modo per scoprirli è mettersi alla prova. Non sentivo di dover provare qualcosa a qualcuno, se mai dovevo provarla a me stesso. E' grottesco che sia dovuto andare a migliaia di chilometri di distanza per capire quanto fosse importante per me tutto quello che mi circondava, quanto avessi bisogno delle persone a me più care, ma non posso che dire che è stato così.
Non riesco a capire se sono rimasto deluso dall'Australia o da me stesso. La verità è che probabilmente nemmeno io sapevo cosa stavo cercando; o quello che cercavo comunque non lo potevo trovare qui. E c'era chi questo me l'aveva già detto, tra l'altro, ma io non volevo o non riuscivo a capirlo. In questo momento sono davvero piuttosto sconfortato, spero comunque di far tesoro dell'esperienza e delle cose positive che comunque ci sono sicuramente state.
Ho visto luoghi splendidi, ho vissuto con Sergio un po' di quotidianità australiana, ho guidato come un matto, ma per me è venuto il momento di tornare a casa.
mercoledì 13 gennaio 2010
da Meningie a Melbourne
Quinta tappa, Melbourne. Altra giornata intensa di guida, ma veramente intensa. 11 ore di guida filate, ora sono sul mio letto a castello in Fitzroy, quartiere a nord est del centro di Melbourne. Questa mattina al risveglio ho avuto una sorpresa: la pioggia! E' caduta più o meno forte per tutto il giorno, accompagnandomi fino alla fine del viaggio.
Partito di buon ora da Meningie, ho dovuto subito impegnarmi bene per strada visto che la pioggia e l'asfalto sconnesso rendevano la guida piuttosto difficile. La prima parte del viaggio mi ha portato lungo la costa e poi verso est, avvicinandomi alla Great Ocean Road. L'unico dettaglio interessante, beh, diciamo curioso, è stata questa aragosta gigante, di cui avevo sentito parlare già da tempo. Per il resto, il panorama non è stato particolarmente vario.
La Great Ocean Road si è rivelanta invece davvero spettacolare, anche se decisamente lunga e impegnativa. Nei miei calcoli non avevo tenuto conto del fatto che i tornanti avrebbero rallentato i tempi, avevo considerato solo il chilometraggio. Credevo che questa strada fosse tutta sulla costa, invece è stata molto varia, riesce a dar l'impressione di essere in luoghi completamente diversi e non collegati fra loro.
La prima parte è effettivamente a bordo dell'oceano, vicina a quei dirupi e a quelle strutture rocciose che l'hanno resa famosa, tra cui il Londo Bridge qui sotto. Una volta era collegato alla terraferma, ma nel 1990 un pezzo è crollato, tra l'altro lasciando dall'altro lato degli allibiti turisti!
Dopo qualche chilometro la strada si sposta più all'interno, entrando in una foresta di eucalipti davvero gigante e salendo e scendendo bruscamente, con tornanti e aperture su splendide vallate. In queste zone c'era anche la nebbia! Veramente strano passare dai 40 gradi di Adelaide alla nebbia ed al fresco di stasera in due giorni.
Infine, nell'ultimo tratto, si ritorna sulla costa, con una strada dal feeling molto italiano: pare di essere a bordo di un lago, con la montagna spiovente e i paesini balneari affollati di turisti.
Sia a causa della pioggia che per via della fretta, non sono riuscito a fare molte foto. In serata sono arrivato a Melbourne, senza un posto dove stare e una vaga idea di dove cercare. In realtà sono stato abbastanza fortunato, perchè ho trovato un ostello con un letto libero al secondo tentativo. Per la macchina invece è un problema, ovviamente una città così grande pone vari limiti tra soste e zone a pagamento. Figuriamoci poi se si aggiunge il fatto che tutto quello che ho è una striminzita cartina della Lonely Planet. Ma ce l'ho comunque fatta. La serata l'ho passata chiacchierando con due svedesi che dividono la camera con me, tra musica, rivalità coi danesi e altre storie. E poi, meritato riposo.
Partito di buon ora da Meningie, ho dovuto subito impegnarmi bene per strada visto che la pioggia e l'asfalto sconnesso rendevano la guida piuttosto difficile. La prima parte del viaggio mi ha portato lungo la costa e poi verso est, avvicinandomi alla Great Ocean Road. L'unico dettaglio interessante, beh, diciamo curioso, è stata questa aragosta gigante, di cui avevo sentito parlare già da tempo. Per il resto, il panorama non è stato particolarmente vario.
Sia a causa della pioggia che per via della fretta, non sono riuscito a fare molte foto. In serata sono arrivato a Melbourne, senza un posto dove stare e una vaga idea di dove cercare. In realtà sono stato abbastanza fortunato, perchè ho trovato un ostello con un letto libero al secondo tentativo. Per la macchina invece è un problema, ovviamente una città così grande pone vari limiti tra soste e zone a pagamento. Figuriamoci poi se si aggiunge il fatto che tutto quello che ho è una striminzita cartina della Lonely Planet. Ma ce l'ho comunque fatta. La serata l'ho passata chiacchierando con due svedesi che dividono la camera con me, tra musica, rivalità coi danesi e altre storie. E poi, meritato riposo.
martedì 12 gennaio 2010
da Port Augusta a Meningie
Quarta tappa, Meningie. Meningie?? Eh si, ridente cittadina del South Australia, 800 e qualcosa di popolazione, famosa per le aragoste e le spremute (anche se in inglese "gie" si pronuncia "ghi"). E Adelaide dov'è finita? vi starete chiedendo. L'ho vista, un po' di fretta è vero, ma sono andato oltre. Ma andiamo con ordine.
Sono ripartito un po' stordito da Port Augusta poco dopo le nove. Mi è pesato di più il cambio di fuso orario di ieri che il jet lag quando sono arrivato in Australia! Tra Perth e Adelaide normalmente ci sarebbe un'ora e mezzo di differenza, ma il South Australia adotta l'ora legale, quindi si passa a due ore e mezzo. Mi sono accorto di questo dettaglio solo ieri sera, arrivando al Motel alle 9. Tra una cosa e l'altra ho cenato dopo le dieci e tra foto, scrittura e pubblicazione sul blog ho tirato l'una di notte. Stamattina alla sveglia delle otto mi sembrava di essere più stanco di quando mi sono addormentato!
Il viaggio verso Adelaide non è stato particolarmente interessate, la strada si è fatta man mano più ampia per contenere il traffico sempre più intenso, c'è stato giusto un po' di movimento per via dei forti venti e di qualche dust devil in formazione, uno dei quali proprio in mezzo alla strada. Ho poi scoperto che oggi era il giorno più critico per il clima torrido che ha colpito lo stato e anche parte del vicino Victoria. Si sono toccati i 45 gradi e li ho sentiti tutti! Stasera mi son fermato a rifornire la macchina ed ho visto un termometro segnare i 39 gradi, ed erano le sette di sera!
Comunque, avvicinandomi ad Adelaide sono ritornato in mezzo alle distese gialle in cui avevo guidato ieri, sono proprio una caratteristica dell'Australia del Sud. Arrivato nei primi sobborghi del nord mi sono fermato per un pranzo veloce e poi sono ripartito con l'idea di cercare un posto per la notte. Gli ostelli avevano anche dei letti liberi, però il problema era dove mettere la macchina. Facendo due passi mi sono accorto che il centro non era poi tanto grande e visto che era ancora presto e che i soldi cominciano a scarseggiare, ho deciso di fare una visita lampo e di ripartire prima di sera avvicinandomi a Melbourne.
E così è stato. Ho trovato un posto dove lasciare la macchina senza dover pagare e sono partito a piedi verso il centro, salutato da un vento intenso e caldo. Per fortuna che non c'era un filo d'umidità. Ma a questo ho provveduto poco dopo, infilandomi in una serra gigante del giardino botanico, contenente una foresta tropicale in miniatura! Mi è sembrato di tornare a quando sono uscito dall'aereo a Kuala Lumpur, la stessa sensazione di star respirando acqua e non aria! Comunque ne valeva la pena, c'erano anche delle teche con insetti giganti e un ragno grande come tutto il palmo della mia mano!
Il giardino botanico è molto bello, una protuberanza verde attaccata all'angolo nord-est del quadrato del centro città. Se è vero che il traffico un po' si sente, passeggiando per il parco ci si può illudere di essere in campagna. In realtà bastano meno di cinque minuti per ritornare su una delle strade principali della città.
E' sicuramente facile orientarsi in città visto che il centro sembra una scacchiera leggermente schiacciata, ci sono quattro grandi arterie laterali a circondarla e due ad attraversarla. Anche qui come a Perth non si può parlare di traffico cittadino, anche alle 5 della sera (ora in cui in Australia chiudono gli uffici ed i negozi) le auto scorrevano senza doversi incolonnare troppo.
La mia passeggiata ha riguardato il lato nord, lungo North Terrace, dove ci sono i musei e due università, più l'entrata del giardino botanico. Poi sono sceso lungo King William Street, la via principale che taglia il centro, aprendosi per Victoria Square, la piazza principale che però non è nulla di che. Bella invece la St Francis Xavier Cathedral che gli si affaccia.
Nonostante il caldo, di gente in giro ce n'era, ma non si percepiva una sensazione di caos, l'atmosfera era molto tranquilla. Sarà che è estate, ma la sensazione che ho provato è appunto di tranquillità. Forse persino troppa, pare che Adelaide sia una delle città più snobbate tra le principali australiane. Leela dice che dal South Australia se ne vogliono andare tutti! Sicuramente è uno stato non particolarmente ricco di attrattive, c'è una marea di grano, qualche montagna che sicuramente manca al WA, però un sacco di outback inutile (l'80% dello stato, a quanto ho letto). Qui al sud ci si dedica alla pesca, poi stop. Questa caratteristica forse si riflette un po' anche sulla città, che è sicuramente piacevole, ma non "vibrante", manca di quell'aura che caratterizza le due grandi, o quel fascino da città in crescita che ha Perth.
Sono stato in città qualche ora e già sparo giudizi! Ma appunto perchè non ho visto molto (anche se non è che ci fosse tanto di più da vedere), mi baso sulle sensazioni che ho ricevuto. Sicuramente una permanenza più lunga permette approfondimenti, ci saranno tante cose da scoprire e magari si può persino apprezzare quell'atmosfera rilassata che io ho percepito.
Il lato orientale della città è delimitato dalle Adelaide Hills, una serie di colline che salgono abbastanza ripide e che nascondono piccole località interessanti. Io ci sono passato di corsa, su di un'Highway parecchio ripida e anche abbastanza pericolosa: la salita era così intensa che i road train arrancavano parecchio, uno era persino fermo, un altro avrà fatto non più di 20 km/h, cosa non simpatica visto che te li ritrovi in corsia mentre sei sui 90, per fortuna il traffico non era troppo intenso!
Poi si scollina, e la vista si apre sulla pianura sottostante che porta verso l'oceano. Questa volta, come da programma, non ho preso la strada più veloce, ma mi sono diretto verso sud sulla Princes Highway, che domani mi porterà sulla tanto attesa Great Ocean Road. Partirò di buon ora questa volta, visto che ho ancora circa 600 chilometri da fare per arrivare a Melbourne. L'ultima tappa del viaggio, ho già superato i 3000 chilometri.
Niente più outback, niente indice alzato a salutare gli altri rari automobilisti. Come al solito, mi piace quella fase d'attesa, l'essere statico pur se in movimento in una lunga giornata di guida. Anche le strade qui stanno cambiando, cominciano le sconnessioni, cosa sconosciuta finora: mai trovato una buca nei 10000 chilometri che ho già fatto con la Mitsubishi da quando l'ho acquistata. Ma qui il traffico si fa più intenso e le strade più vissute. Bello l'ultimo tratto di guida, una strada tutta curve e saliscendi sulle colline, mi ha ricordato la Toscana, divertente da affrontare coi 110 tarati dal cruise control (era comunque il limite di velocità, neh)! Ora mi aspetta la vita cittadina. Sto anche pensando di liberarmi in fretta dell'auto, in fondo mi ha portato dove volevo e non saprei dove metterla, visto che la situazione sarà anche peggiore rispetto ad Adelaide... Va beh, intanto arrivamo a Melbourne, poi si vedrà.
Purtroppo il motel dove sono ora ha la connessione Internet che si può utilizzare solo pagando con carta di credito, che io non ho. Pace, se trovo un Mc sulla strada domani mi ci infilo e pubblico il tutto, altrimenti lo farò in ostello.
Sono ripartito un po' stordito da Port Augusta poco dopo le nove. Mi è pesato di più il cambio di fuso orario di ieri che il jet lag quando sono arrivato in Australia! Tra Perth e Adelaide normalmente ci sarebbe un'ora e mezzo di differenza, ma il South Australia adotta l'ora legale, quindi si passa a due ore e mezzo. Mi sono accorto di questo dettaglio solo ieri sera, arrivando al Motel alle 9. Tra una cosa e l'altra ho cenato dopo le dieci e tra foto, scrittura e pubblicazione sul blog ho tirato l'una di notte. Stamattina alla sveglia delle otto mi sembrava di essere più stanco di quando mi sono addormentato!
Comunque, avvicinandomi ad Adelaide sono ritornato in mezzo alle distese gialle in cui avevo guidato ieri, sono proprio una caratteristica dell'Australia del Sud. Arrivato nei primi sobborghi del nord mi sono fermato per un pranzo veloce e poi sono ripartito con l'idea di cercare un posto per la notte. Gli ostelli avevano anche dei letti liberi, però il problema era dove mettere la macchina. Facendo due passi mi sono accorto che il centro non era poi tanto grande e visto che era ancora presto e che i soldi cominciano a scarseggiare, ho deciso di fare una visita lampo e di ripartire prima di sera avvicinandomi a Melbourne.
Sono stato in città qualche ora e già sparo giudizi! Ma appunto perchè non ho visto molto (anche se non è che ci fosse tanto di più da vedere), mi baso sulle sensazioni che ho ricevuto. Sicuramente una permanenza più lunga permette approfondimenti, ci saranno tante cose da scoprire e magari si può persino apprezzare quell'atmosfera rilassata che io ho percepito.
Il lato orientale della città è delimitato dalle Adelaide Hills, una serie di colline che salgono abbastanza ripide e che nascondono piccole località interessanti. Io ci sono passato di corsa, su di un'Highway parecchio ripida e anche abbastanza pericolosa: la salita era così intensa che i road train arrancavano parecchio, uno era persino fermo, un altro avrà fatto non più di 20 km/h, cosa non simpatica visto che te li ritrovi in corsia mentre sei sui 90, per fortuna il traffico non era troppo intenso!
Niente più outback, niente indice alzato a salutare gli altri rari automobilisti. Come al solito, mi piace quella fase d'attesa, l'essere statico pur se in movimento in una lunga giornata di guida. Anche le strade qui stanno cambiando, cominciano le sconnessioni, cosa sconosciuta finora: mai trovato una buca nei 10000 chilometri che ho già fatto con la Mitsubishi da quando l'ho acquistata. Ma qui il traffico si fa più intenso e le strade più vissute. Bello l'ultimo tratto di guida, una strada tutta curve e saliscendi sulle colline, mi ha ricordato la Toscana, divertente da affrontare coi 110 tarati dal cruise control (era comunque il limite di velocità, neh)! Ora mi aspetta la vita cittadina. Sto anche pensando di liberarmi in fretta dell'auto, in fondo mi ha portato dove volevo e non saprei dove metterla, visto che la situazione sarà anche peggiore rispetto ad Adelaide... Va beh, intanto arrivamo a Melbourne, poi si vedrà.
Purtroppo il motel dove sono ora ha la connessione Internet che si può utilizzare solo pagando con carta di credito, che io non ho. Pace, se trovo un Mc sulla strada domani mi ci infilo e pubblico il tutto, altrimenti lo farò in ostello.
domenica 10 gennaio 2010
da Mundrabilla a Port Augusta
Dopo tre giorni e 2700 chilometri ho superato il grande vuoto dell'Australia del sud e mi avvicino alle grandi città della zona est. Sotto trovate il resoconto della giornata i ieri, qui quella di oggi. E domani Adelaide!
Terza tappa, Port Augusta, trecentotrenta chilometri da Adelaide. Giornata di guida intensa quella di oggi, ho superato la soglia dei mille chilometri guidando per tutta la giornata. Sono alle porte di Adelaide (percé come ormai avrete capito, qui in Australia trecento chilometri non sono nulla), mi godo questa sosta notturna in un motel confortevole e, soprattutto, col fresco dell'aria condizionata!
La notte a Mundrabilla non è stata facile, una volta chiusa la porta il caldo s'è fatto sentire, come anche i corvi al sorgere del sole. Sole che però è rimasto nascosto per buona parte del giorno, visto che le nuvole di ieri hanno occupato il cielo e mi hanno accompagnato per tutta la giornata. Qui ora pare esserci più sereno, ma non pensate che nuvole significhi aria più fresca, anzi! C'è un'ondata di caldo in tutta l'Australia del sud, oggi c'erano più di 40 gradi ed anche ora (mentre scrivo sono le 23) ce ne saranno poco meno di trenta.
Dopo un centinaio di chilometri da Mundrabilla ho raggiunto il confine tra Western e South Australia e da lì ho proseguito verso il Nullarbor. La strada per un po' costeggia la costa, ho quindi rivisto l'oceano e gli spettacolari punti d'osservazione in cui è possibile vedere la...fine dell'Australia! A pochi centimetri dai propri piedi uno strapiombo e poi oceano fino a perdita d'occhio.
Il Nullarbor mantiene quello che promette, anche se non per poi molti chilometri. Viene così esaltato che uno si aspetta che questa parte d'Australia sia tutta così, invece la zona veramente senza alberi è lunga circa una trentina di chilometri; la parte importante del Nullarbor è più a nord e viene attraversata seriamente dalla linea ferroviaria (se vi piacciono i tratti rettilinei, sappiate che la ferrovia ne ha uno di quasi 500 km). Comunque il tratto di Nullarbor che si attraversa lascia il segno: è un niente veramente di...niente! Inoltre l'atmosfera di oggi era anche più tetra, per via delle nuvole scure e qualche goccia di pioggia. Se è vero che qualche sorta di vegetazione c'è, colpisce il fatto che i colori dei cespugli siano spenti, tenendi al grigio, come se fosse una zona bruciata da poco.
Addentrandosi nel South Australia si ritornano a vedere gli alberi prima e delle distese infinite di grano poi.
Ecco, dei mille chilometri di oggi, due terzi li ho passati a fare su e giù sulle colline gialle dei campi! Quando spuntava il sole, il giallo diventava vivo, quasi brillante, e visto che con gli occhi in certi punti si possono abbracciare chilometri quadrati di coltivazione, si rimane davvero colpiti e a bocca aperta! Sarebbe stato sicuramente più interessante seguire la costa della Eyre Peninsula, ma preferisco concentrarmi sull'obiettivo Melbourne.
Dopo un po' però ci si abitua, salvo ritornare ad emozionarsi a trecento chilometri da Port Augusta, quando si comincia a scendere lasciandosi alle spalle l'altopiano giallo e comincinado ad intravedere le alture di quello che credo sia il Flinders Range. So che mi ripeto, ma anche qui quello che lascia sbalorditi è la profondità del paesaggio, la possibilità di vedere a chilometri e chilometri di distanza almeno per 180 gradi quando si scende dopo aver superato una collina. Questa zona è più desolata, mi ricorda certe zone del New Mexico negli Stati Uniti. Purtroppo le foto non sono venute bene perché era già troppo buio. Bellissimo poi raggiungere Port Augusta all'imbrunire, scendendo da un'altura e vedendo le luci della città già da dieci chilometri di distanza.
Nel frattempo, tanto tempo per pensare, tra le esperienze australiane con Leela e Sergio e le possibilità dei prossimi giorni, dalla nostalgia di casa ai progetti italiani dopo il mio ritorno. Di certo c'è che sono contento di essere tornato a poter mandare sms a casa, sentire Sergio al cellulare e, appena finito di scrivere qui, poter guardare la casella di posta e farvi leggere queste righe. L'isolamento non fa decisamente per me!
Dopo un centinaio di chilometri da Mundrabilla ho raggiunto il confine tra Western e South Australia e da lì ho proseguito verso il Nullarbor. La strada per un po' costeggia la costa, ho quindi rivisto l'oceano e gli spettacolari punti d'osservazione in cui è possibile vedere la...fine dell'Australia! A pochi centimetri dai propri piedi uno strapiombo e poi oceano fino a perdita d'occhio.
Nel frattempo, tanto tempo per pensare, tra le esperienze australiane con Leela e Sergio e le possibilità dei prossimi giorni, dalla nostalgia di casa ai progetti italiani dopo il mio ritorno. Di certo c'è che sono contento di essere tornato a poter mandare sms a casa, sentire Sergio al cellulare e, appena finito di scrivere qui, poter guardare la casella di posta e farvi leggere queste righe. L'isolamento non fa decisamente per me!
da Kalgoorlie a Mundrabilla
Seconda tappa, Mundrabilla. Che giornata! Oggi ho fatto più di 800 chilometri, ho cominciato a spostare la lancetta avanti e sono quasi arrivato al confine che divide il Western Australia dal South Australia. In realtà pensavo di fare più strada, ma questa mattina non sono partito così presto come pensavo.
Come avevo scritto nell'ultimo post, volevo andare a rivedere il Super Pit, la miniera d'oro gigante, visto che appena arrivato a Kalgoorlie venerdì tutte le attività erano sospese. Dopo aver lasciato l'ostello e aver fatto qualche spesa per il viaggio mi sono diretto verso la miniera, che ho trovato in pieno fermento, come speravo. Sono rimasto incantato per più di mezzora a guardare i dumper (qui li chiamano semplicemente mining truck, da dove derivi il termine "dumper" non lo so, ma io li ho sempre identificati così) fare su e giù trasportando tonnellate di materiale! Ero felice come un bambino, ho fatto foto e filmati a profusione. Mi sembrava di essere tornato a giocare a macchinine, visto che dall'alto quei mezzi enormi non sembrano poi tanto più grandi di un giocattolo. Davvero spettacolare...beh, almeno per me!
Lasciata Kalgoorlie mi sono diretto verso sud, dove ho poi preso la Eyre Highway (dal nome del primo avventuriero ad aver attraversato questa regione) la striscia d'asfalto che attraversa il Nullarbor e che porta ad Adelaide. La distanza segnalata fa impressione, ma esalta l'animo sapere di aver davanti tanti chilometri, quasi una sfida, e tra l'altro per me non rappresentano nemmeno la fine del viaggio.
I momenti più interessanti sono stati l'affiancare prima e l'attraversare poi quest'enorme distesa arida, che dovrebbe essere un lago e che evidentemente attende momenti migliori...
...e l'imboccare uno dei più lunghi tratti rettilinei al mondo e sicuramente, come segnalato, d'Australia.
Questo qui sotto in realtà è un tratto precedente al 90 mile straight, ma vi da un'idea delle viste incredibili che accompagnano costantemente la guida.
A parte Kalgoorlie e Norseman (all'inizio della Eyre Highway), tutte le altre "città" che si incontrano spostandosi verso est non sono altro che roadhouse, singoli edifici con distributore di benzina, ristorante, piccolo negozio e motel. Come infatti esemplifica questo cartello, la popolazione totale è equivalente al numero degli impiegati!
La vegetazione è cambiata parecchio durante il viaggio, il Nullarbor si fa ancora attendere dopo aver dato qualche piccolo anticipo: in certe zone gli alberi sono improvvisamente scomparsi, mostrando distese di piccoli cespugli a perdita d'occhio, salvo poi ricomparire altrettanto improvvisamente, magari dopo una piccola discesa o una curva particolarmente impegnativa. Sarà forse una strana illusione dovuta allo stress, ma ho davvero l'impressione che ci siano questi cambi repentini, come se ci fossero delle linee ben precise di demarcazione tra i diversi tipi di vegetazione! Mah...
Domani però entrerò in pieno nulla, è qui davanti a me, a pochi chilometri di distanza. L'ultimo tratto di guida è stato abbastanza impegnativo. Dopo una sosta verso le quattro del pomeriggio ho deciso di continuare fino alla roadhouse di Mundrabilla, a 190 chilometri di distanza; la mia paura non era quella di essere troppo stanco, ma di dover affrontare la strada al tramonto, quando gli animali sono più attivi ed il rischio di stirarli diventa più alto. Così l'ultima ora e mezza l'ho passata col piede sul freno (all'acceleratore ci pensa il cruise control) pronto a pestare in caso di emergenza e gli occhi che scrutavano di continuo il bush al lato della strada. Sono arrivato a Mundrabilla esattamente al calar del sole.
Purtroppo l'unica camera libera è anche quella senza aria condizionata, ma non avevo nessuna intenzione di fare altra strada, avevo bisogno di cibo e di una bella doccia. Ora sono seduto accanti alla porta aperta, l'aria fuori è fresca (direi che ci saranno 25 gradi, una pacchia dopo gli oltre 40 della giornata). Prima di mettermi a scrivere ho fatto una passeggiata per scrutare il cielo: la stellata è incredibile, peccato ci siano le luci accese fuori dalla roadhouse. Non mi sono allontanato troppo perché il buio poi è ovviamente totale, tra l'altro c'è anche qualche nuvolone in avvicinamento, speriamo non crei problemi domani, visto che le piogge qui nelle zone aride, quando ci sono, sono belle violente.
Tra gli incontri da segnalare vanno menzionati tre folli ciclisti incrociati durante la giornata, in momenti diversi: davvero eroici! Uno l'ho anche filmato, per puro caso. Gli auguro di sopravvivere, sarebbe già un gran risultato!
Il primo fuso orario incontrato è di 45 minuti, il Central Western o qualcosa di simile. Poi ne incontrerò un altro della stessa entità, passando quindi all'ora e mezzo in più che sapevo esserci tra WA e SA. Direi che per oggi può bastare, ora mi butto a letto che domani mi aspettano altrettanti chilometri! Non credo che riuscirò a raggiungere Adelaide, sarebbe una bella tirata, ma chissà, magari mettendomi in strada presto ce la farò. Ganesh fa il suo dovere, la Mitsubishi macina asfalto senza fiatare e con temperature sempre ben al di sotto del livello di guardia; peccato che si scoli un litro ogni 10 km, ma se continua ad andare così bene non me la sento di rimproverarla.
Domani però entrerò in pieno nulla, è qui davanti a me, a pochi chilometri di distanza. L'ultimo tratto di guida è stato abbastanza impegnativo. Dopo una sosta verso le quattro del pomeriggio ho deciso di continuare fino alla roadhouse di Mundrabilla, a 190 chilometri di distanza; la mia paura non era quella di essere troppo stanco, ma di dover affrontare la strada al tramonto, quando gli animali sono più attivi ed il rischio di stirarli diventa più alto. Così l'ultima ora e mezza l'ho passata col piede sul freno (all'acceleratore ci pensa il cruise control) pronto a pestare in caso di emergenza e gli occhi che scrutavano di continuo il bush al lato della strada. Sono arrivato a Mundrabilla esattamente al calar del sole.
Tra gli incontri da segnalare vanno menzionati tre folli ciclisti incrociati durante la giornata, in momenti diversi: davvero eroici! Uno l'ho anche filmato, per puro caso. Gli auguro di sopravvivere, sarebbe già un gran risultato!
Il primo fuso orario incontrato è di 45 minuti, il Central Western o qualcosa di simile. Poi ne incontrerò un altro della stessa entità, passando quindi all'ora e mezzo in più che sapevo esserci tra WA e SA. Direi che per oggi può bastare, ora mi butto a letto che domani mi aspettano altrettanti chilometri! Non credo che riuscirò a raggiungere Adelaide, sarebbe una bella tirata, ma chissà, magari mettendomi in strada presto ce la farò. Ganesh fa il suo dovere, la Mitsubishi macina asfalto senza fiatare e con temperature sempre ben al di sotto del livello di guardia; peccato che si scoli un litro ogni 10 km, ma se continua ad andare così bene non me la sento di rimproverarla.
venerdì 8 gennaio 2010
da Perth a Kalgoorlie
Compagna fedele di viaggio, già pochi chilometri dopo Perth, è stata una conduttura dell'acqua, un lunghissimo serpentone al fianco della strada che suppongo porti l'acqua a Kalgoorlie, e ai paesini di mezzo. Impressionante, visto che tra le due città ci sono 600 chilometri di distanza!
Il centro di Kalgoorlie è ben tenuto, con gli edifici storici ben restaurati e delle belle aiuole verdi...di erba finta, viste le alte temperature e l'importanza di risparmiare acqua.
giovedì 7 gennaio 2010
passeggiata downtown
Spero di riuscire a pubblicare più o meno regolarmente dei post durante il viaggio, come ho fatto quando ho viaggiato l'ultima volta, raccontandovi e mostrandovi quello che incontro. Sono abbastanza emozionato dall'ìdea di partire: la città mineraria di Kalgoorlie, il Nullarbor sterminato e desolato, Adelaide, le strade costiere del Victoria e Melbourne... Penso che non rimarrò affatto deluso!
lunedì 4 gennaio 2010
on the road again
Primo post 2010, ormai le feste sono alle spalle, come anche il primo weekend del nuovo decennio. L'inizo dell'anno ha già portato qualche scombussolamento, ma l'assestamento non s'è fatto attendere, con una nuova direzione già presa: prima del weekend parto per Melbourne.
Sembrava possibile poter dividere le spese e fare il viaggio in compagnia di un amico di Sergio, che attualmente si trova a Fitzroy Crossing, nel nord Western Australia, ma che come me si trasferisce dall'altro lato del continente. Purtroppo però pare aver fretta, quindi è molto più probabile che decida di prendere l'aereo. Attendo a breve una risposta definitiva. Per quanto mi riguarda, mi rendo conto che volare è un'opzione un poco più economica e, soprattutto, molto più veloce, ma fare il (quasi) coast to coast su quattro ruote attraversando il nulla del Nullarbor è qualcosa che non capita tutti i giorni: qui si dice che ogni australiano debba sperimentarlo almeno una volta nella vita.
Passerò anche da Adelaide e scenderò avvicinandomi a Melbourne per un'altra famosa strada, la Great Ocean Road, un "grande serpente marino d'asfalto", come viene chiamata dai locali: è una strada costiera famosa per i suoi tornanti e le viste mozzafiato. Un'altra tappa che non voglio perdere è il Super pit lookout, a Kalgoorlie: la vista su una delle miniere d'oro più famose d'Australia. Questa si trova ancora nell'Australia Occidentale, sarà probabilmente il primo stop del viaggio.
Leela e Sergio hanno tentato anche la corruzione per farmi restare, sono veramente di un'ospitalità estrema e non posso che ringraziarli ancora per avermi fatto sentire come a casa, cosa non facile trovandomi a quasi diecimila chilometri di distanza da Bergamo. E' stato anche bello sperimentare per qualche settimana la famosa convivenza di cui io e Sergio parlavamo da quando eravamo piccoli! Certo, c'era una moglie e dei bambini in più, ma è comunque un'esperienza che ricorderò, soprattutto ora che Sergio, pur con varie difficoltà, sta pianificando la permanenza australe definitiva.
Ma per me è ora di partire, e pace per il lavoro, lo cercherò a Melbourne. Leela mi ha aiutato a sistemare il mio curriculum, lo fa di lavoro, quindi mi fido di ogni suo consiglio.
Da Melbourne mi aspetto un'atmosfera più europea, più caos visto che ci abitano tre milioni e mezzo di persone, un meteo più instabile (qui non piove dal 20 novembre!) e, per quanto possibile in Australia, un po' più spessore storico. Non è difficile, basta un edificio più vecchio di un centro commerciale.
Inoltre a fine marzo arriverà in città il circo della Formula 1...
Sembrava possibile poter dividere le spese e fare il viaggio in compagnia di un amico di Sergio, che attualmente si trova a Fitzroy Crossing, nel nord Western Australia, ma che come me si trasferisce dall'altro lato del continente. Purtroppo però pare aver fretta, quindi è molto più probabile che decida di prendere l'aereo. Attendo a breve una risposta definitiva. Per quanto mi riguarda, mi rendo conto che volare è un'opzione un poco più economica e, soprattutto, molto più veloce, ma fare il (quasi) coast to coast su quattro ruote attraversando il nulla del Nullarbor è qualcosa che non capita tutti i giorni: qui si dice che ogni australiano debba sperimentarlo almeno una volta nella vita.
Passerò anche da Adelaide e scenderò avvicinandomi a Melbourne per un'altra famosa strada, la Great Ocean Road, un "grande serpente marino d'asfalto", come viene chiamata dai locali: è una strada costiera famosa per i suoi tornanti e le viste mozzafiato. Un'altra tappa che non voglio perdere è il Super pit lookout, a Kalgoorlie: la vista su una delle miniere d'oro più famose d'Australia. Questa si trova ancora nell'Australia Occidentale, sarà probabilmente il primo stop del viaggio.
Leela e Sergio hanno tentato anche la corruzione per farmi restare, sono veramente di un'ospitalità estrema e non posso che ringraziarli ancora per avermi fatto sentire come a casa, cosa non facile trovandomi a quasi diecimila chilometri di distanza da Bergamo. E' stato anche bello sperimentare per qualche settimana la famosa convivenza di cui io e Sergio parlavamo da quando eravamo piccoli! Certo, c'era una moglie e dei bambini in più, ma è comunque un'esperienza che ricorderò, soprattutto ora che Sergio, pur con varie difficoltà, sta pianificando la permanenza australe definitiva.Ma per me è ora di partire, e pace per il lavoro, lo cercherò a Melbourne. Leela mi ha aiutato a sistemare il mio curriculum, lo fa di lavoro, quindi mi fido di ogni suo consiglio.
Da Melbourne mi aspetto un'atmosfera più europea, più caos visto che ci abitano tre milioni e mezzo di persone, un meteo più instabile (qui non piove dal 20 novembre!) e, per quanto possibile in Australia, un po' più spessore storico. Non è difficile, basta un edificio più vecchio di un centro commerciale.
Inoltre a fine marzo arriverà in città il circo della Formula 1...
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