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mercoledì 14 novembre 2012

a Maratona e ritorno

Finalmente, dopo mesi di preparazione, ho corso la mia prima maratona. Tantissime emozioni, ancora adesso a più di 24 ore di distanza. Credo che certi ricordi rimarranno indelebili nella mia memoria, intanto ho dei ricordi fisici nelle gambe che invece spero spariscano presto! Ma pure quelli hanno un che di positivo, ricordo delle fatiche estreme fatte sullo storico percorso da Maratona ad Atene.


lo stadio Panathinaiko, teatro dell'arrivo della Maratona

Ma andiamo con ordine, voglio partire da lontano, cioè dalla mezza maratona corsa a fine 2011. A quel tempo, era la corsa più lunga che avessi mai fatto, 21,1 chilometri. Mi ero detto, faccio questa distanza e vedo come va, poi deciderò se preparare una maratona o meno. La corsa andò bene, soprattutto grazie al "pacer" Sergio, che per tutto il tempo mi spronò a non rallentare e tenere un bel ritmo. Poi però, raggiunto l'obiettivo con tanta soddisfazione, mi sono distratto un po', non ho più ripreso a correre regolarmente e mi sono arreso al freddo dell'inverno.

Trasferitomi a Stezzano, mi era tornata voglia di fare qualche corsa anche per scoprire i dintorni della mia nuova casa, ma tra il dire e il fare è passato quasi un mese. Poi, non ricordo più nemmeno come e perché, mi è scattato qualcosa, mi son deciso a prepararmi per tutti e 42,2 chilometri della maratona. Non avevo grandi pretese, mi ero detto che, avendo fatto la mezza a Bergamo nel 2011, avrei potuto correre ancora sul percorso di casa, questa volta raddoppiando le distanze. Purtroppo però, dopo i disguidi organizzativi dell'anno passato, la maratona a Bergamo nel 2012 non era in programma. Che fare? La maratona di Roma sarebbe stata a marzo, quella di Milano ad aprile, impossibile prepararsi per tempo. Mi ci voleva una maratona a fine anno. E lì mi son ricordato della maratona in Grecia di cui mi parlò Sergio. Mi son detto che non poteva esserci modo migliore e percorso più adatto per correre i miei primi 42 e 2, e così non c'ho pensato molto e mi sono subito iscritto, per non perdere lo slancio e per avere uno stimolo e un obiettivo ben preciso per la preparazione. Prima della fine di marzo ero tra i partecipanti! Ormai non avevo più scuse, era ora di mettersi sotto.

Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo la corsa, come probabilmente ogni cosa. C'è chi per preparare una maratona parte da una base di almeno 40 chilometri a settimana e da lì aumenta e anche parecchio, con più di quattro corse a settimana, altri invece pensano che tre corse a settimana siano più che sufficienti e che non serva correre più di 50 chilometri ogni sette giorni, infine mi è stato anche consigliato di non correre mai più di 15 chilometri perché avrei affaticato inutilmente il corpo. Insomma, ognuno ha la sua opinione e non è facile capire bene cosa sia meglio. Io, che son sempre stato un testone e che spesso mi fisso troppo senza guardarmi bene intorno, sono partito a mille e soprattutto senza avere dei riferimenti nel passo da tenere. Facevo ogni corsa come se dovessi migliorare i miei tempi, dando sempre molto, ma così non si va lontano, soprattutto se ti stai preparando per una lunga distanza. Stavo stressando troppo il mio corpo, chiedevo uno sforzo non adeguato alle mie capacità e alle mie gambe, e così usciva sempre qualche fastidio a non darmi tranquillità.

Poi, quasi per caso, andando in un negozio a cercare un paio di scarpe nuove ho incontrato un ragazzo dell'ASICS che mi ha fatto il test per verificare l'appoggio del piede e quindi consigliarmi il modello di scarpa da corsa adatto a me. Oltre a questo, mi ha consigliato il sito myasics per tenere nota dei miei progressi e, soprattutto, per crearmi un piano d'allenamento su misura. Devo dire che mi sono subito trovato molto bene, era la giusta via di mezzo che cercavo (quattro corse a settimana, di cui all'inizio tre impegnative e una più rilassata, che in seguito diventano due e due), con riferimenti precisi sul passo da tenere (in base al tempo finale che si vorrebbe raggiungere in gara che si dà come riferimento creando il programma personalizzato). L'allenamento mirato sarebbe iniziato a fine maggio, per cinque mesi.


lo stadio visto dalla collina dell'Acropoli

All'inizio le distanze non erano troppo impegnative, ma certe corse dai ritmi sostenuti mi provavano abbastanza. Bello però vedere come in questa maniera riuscivo a costruirmi la muscolatura giusta e la resistenza, oltre all'abitudine a tener duro per distanze sempre più lunghe, fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Non ho mai corso con lettori mp3 ascoltando musica, quello che mi piace della corsa è che mi fa staccare dagli impegni quotidiani, un ritaglio di tempo solo per me, in cui ci si deve concentrare solo sull'obiettivo di quel particolare allenamento e a nient'altro. Inoltre, per mezzora, un'ora o quello che è, non si è raggiungibili, nessuna interruzione esterna. E' quasi una sorta di meditazione per me. Non voglio quindi avere qualcosa che da un lato potrebbe probabilmente distrarmi e farmi passare meglio il tempo come la musica, ma che non mi permetterebbe di allenare la mente a gestire sforzi così prolungati nel tempo. Che poi alla fine c'è chi si porta la musica anche durante la corsa, ne ho visti diversi ieri, quindi il problema non si porrebbe, ma per ora a me piace così.

Piano piano i chilometri sono aumentati e così anche quello che era il mio limite finora corso, quello della mezza maratona, è stato migliorato. Prima 22,5, poi 27. Fino a quel momento non avevo avuto grossi problemi, alcune corse erano andate meglio, altre meno, ma in generale ero riuscito a mantenere il programma, a volte andando persino meglio di quanto avrei dovuto. Purtroppo far coincidere gli allenamenti lunghi della domenica con un lavoro su turni e anche nel weekend non è facile, così quando mi son ritrovato a fare 27 chilometri dopo una sveglia all'alba e otto ore di lavoro, ho dovuto veramente far ricorso a tutte le mie capacità di resistenza per portarli a termine. Poco dopo è andata ancora peggio con il primo dei due lunghi da 30 chilometri, sempre dopo il turno d'apertura al lavoro: mi sono arreso a 25, dopo aver dato tutto fino ai 20 e aver raschiato il barile delle mie energie per altri cinque miseri chilometri. Semplicemente non ne avevo proprio più. E questo sforzo eccessivo ha compromesso un'intera settimana di lavoro, perché qualche giorno dopo, durante una corsa tranquilla, ho avvertito una fitta allo stinco. Ovviamente, furbo come sono, non ho pensato a fermarmi subito, no, ho tenuto duro e stretto i denti fino alla fine, in pratica aggravando ancora di più il problema. Avrebbe anche un nome l'infortunio che ho avuto, ma ora non me lo ricordo più… Fatto sta che non riuscivo più a piegare il piede destro, dovevo tenerlo rigido per non sentir dolore.

Una settimana senza correre a un mese dalla gara e umore a zero, mi sembrava di non poter più recuperare e di aver compromesso tutto. Per fortuna ho avuto sostegno da molte parti, prima di tutto dalla mia ragazza, e così ho piano piano riacquistato fiducia. Può sembrare una reazione eccessiva la mia, e sicuramente lo è stata, ma quando si è così presi dagli allenamenti, anche solo l'idea di doverne saltare uno fa star male. E' sbagliato, ripeto, e devo imparare ad essere più flessibile. Ma se non si avesse questa dedizione, non si uscirebbe a correre dopo il lavoro, con la pioggia e il freddo, o non ci si alzerebbe la mattina presto per dei lunghi di un paio d'ore per poi passare otto ore di lavoro in piedi. In ogni caso, saltato il secondo allenamento da 30 chilometri, mi rimaneva solo l'ultimo lungo da 35 prima della maratona. Volevo che adasse bene, doveva andare bene, e per fortuna così è stato. Sveglia prima delle 7, pasta condita solo con olio per fare pieno di carboidrati e via a correre, sette giri del mio solito percorso da 5 chilometri in paese. Questa è stata la corsa che mi ha dato fiducia e tranquillità, ho corso 27, 28 chilometri tranquillamente, ho poi cominciato a sentire la fatica, ma nemmeno tanta quanto pensassi. L'ultimo giro è stato duro, ma è passato e da lì mancavano solo 7 chilometri (e 195 metri…) e avrei corso una maratona intera. Ce la potevo fare. Peccato però che non avessi fatto i conti con il mio ego e con la voglia di strafare!

Ma andiamo con ordine. Ho affrontato gli ultimi giorni con tanta voglia di arrivare al giorno della gara, sereno e tranquillo per la preparazione e fiducioso per un buon risultato. Atene mi ha accolto davvero bene, casini per lo sciopero generale a parte. L'hotel si è rivelato ottimo, per posizione e personale cortese, la città ha un'ottima atmosfera e la sua storia mi ha davvero coinvolto. Questo non ha fatto altro che aggiungere emozione per l'impresa che stavo per tentare. Col senno di poi, passare giovedì, venerdì e sabato mattina facendo su e giù per la città è stato un grandissimo errore. Avendo ormai un buon allenamento, non sentivo la stanchezza, non mi rendevo conto di quello che stavo chiedendo alle mie gambe, l'ho capito quando sono andato a cercare altro carburante nel momento di crisi durante la gara e non ne ho trovato più. Non sono dispiaciuto, non so se e quando tornerò ad Atene, l'idea di visitare la città era in cantiere e sono contento d'averlo fatto per quello che mi ha lasciato. Però ho in effetti preteso troppo dalle mie capacità.

La notte prima della gara è passata anche meglio di quanto pensassi, ero ansioso, ma non agitato, e ho dormito quasi sei ore, con la sveglia alle 5 ad aspettarmi. Alla consegna delle chiavi qui in hotel ho trovato un indiano alla reception che mi ha chiesto perché stessi per andare a correre per così tanti chilometri. "Ma ti pagano?", mi ha domandato seriamente. Proprio non riusciva a concepire come io pagassi il viaggio e l'iscrizione, solo per faticare come un mulo per 42,2 chilometri! E la cosa lo divertiva pure! E ha divertito anche me, che cercavo di spiegargli inutilmente come in cambio si ricevesse qualcosa che non è materiale, ma che nessuno ti porterà via per tutta la vita.

Volendo far tutto per tempo, ho raggiunto uno dei tre punti di raccolta per l'andata verso Maratona proprio alla partenza dei primi mezzi, alle 5:30. Lo sforzo organizzativo non è stato da poco, considerando che c'erano novemila persone da portare al via! La fila di pullman era impressionante e sarebbe continuata per un'oretta buona. Il viaggio è stato lungo (tanti semafori dove noi avremmo rotatorie), ma soprattutto mi ha spaventato quanti tratti fossero in discesa, e nemmeno leggera, perché quella era esattamente la strada che avrei fatto io al ritorno, di corsa. Sapevo che il percorso era in salita dal 10° al 32° chilometri, ma pensavo più a pendenze poco percettibili, non a vere e proprie salite! Ancora una volta però devo fare mea culpa, la difficoltà del tracciato mi era stata mostrata chiaramente davanti agli occhi solo poche ore prima della gara, ed io l'ho ignorata allegramente.

Arrivato a Maratona, il tempo mi è passato più in fretta di quanto pensassi. Dalle 6 e mezzo in poi ho prima messo sotto i denti qualcosa, poi ho fatto diverse tappe ai bagni (l'ansia e l'attesa mi fanno sempre questo effetto) e poi, verso le 8, mi sono preparato in tenuta da gara consegnando la sacca agli organizzatori. Con 14,4° C la temperatura era forse ideale per lo sforzo che mi attendeva, ma al momento faceva davvero freddo a stare in maglietta smanicata traspirante e pantaloncini!


allegro e sorridente alla partenza (sulla destra), ancora non so cosa mi aspetta

Tutto dimenticato al via però, con partenza ufficiale alle 9 e partenza del mio blocco alle 9:11. Tanta emozione, ottime sensazioni sulla mia corsa, son partito con un buon ritmo, ma già dopo il primo chilometro ho sbagliato tutto. Me l'avevano detto tante volte, vai piano all'inizio che la gara è lunga, ho anche ignorato l'avviso chiarissimo ricevuto giusto prima di partire da Alberto, che di maratone sulle gambe ne ha diverse: se all'inizio ti senti bene, rallenta! Non sprecare tutto all'inizio che tanto poi recuperi alla fine. Non so che dire, io mi sentivo bene e invece di tenere il passo al chilometro che mi ero prefissato vedevo che riuscivo tranquillamente a star sotto, prima di 10 secondi, poi anche oltre. Un'eternità, nella corsa. Anche quando al decimo chilometro è arrivata la salita, ho continuato a spingere, ormai ero lanciato. Primi 10 chilometri in 49 minuti e qualcosa, sono arrivato a metà gara con solo due minuti in più dal tempo della corsa fatta a Bergamo nel 2011, 1 ora e 43 minuti, solo che qui metà del percorso era stato in salita. Verso il 23° chilometro ho capito che cavolata avessi fatto: la strada continuava a salire e le mie gambe si indurivano sempre di più. Al 27° sono cominciati i crampi al quadricipite della gamba destra, compagni di viaggio praticamente fino alla fine. Da lì è cominciata un'agonia tremenda, e prima del 29° chilometro il primo stop, praticamente la svolta della corsa.


l'ingresso allo stadio, non esattamente in splendida forma

In quel momento mi rendo conto che sarà impossibile finire entro le 4 ore e per un attimo mi arrabbio con me stesso. Capisco però che a quello ci penserò dopo, ora devo continuare, quindi cerco di far passare il crampo e cammino fino a che il muscolo si rilassa, riprendo a correre, ma duro meno di un chilometro. Altro stop e poi un pochino più sciolto. Al 31° faccio seriamente fatica anche solo a camminare e lì, per un attimo, ho serissimi dubbi di riuscire a vedere il traguardo. La delusione è stata fortissima, mi stavo davvero per disperare, poi riprendo una corsetta che da fuori dev'essere stata proprio ridicola, piccoli passi e gambe pratiamente ingessate. Anche l'udito mi ha avvertito che qualcosa non stava andando troppo bene: sentivo tutto in maniera ovattata, ho capito poi che era la pressione che si era abbassata. Si sarebbe ripresa solo una mezzora dopo l'arrivo. Ma io dovevo finire, dovevo per forza arrivare alla fine, avessi dovuto anche solo camminare fino ad Atene. In pratica ho continuato un on/off di corsa e camminata ad ogni crampo, oltre a quello poi non mi sentivo davvero energie, avevo dato davvero tutto troppo presto, molto presto. Per fortuna il tracciato aveva smesso di salire. Non è che in discesa sentissi meno fatica o dolore, ma per lo meno sapevo di aver scollinato.


davanti a me l'arrivo, un paio di metri e l'agonia è finita

Visitando qualche giorno prima lo splendido stadio Panathinaiko, dov'era situato l'arrivo della maratona, mi ero immaginato cosa sarebbe successo di lì a qualche manciata di ore, le tante emozioni del passare finalmente il traguardo. Invece domenica ho raggiunto lo stadio, la musica ad alto volume, le persone che salutavano e ho tagliato il traguardo praticamente senza emozioni. Ero solo contento di non dover più faticare, di non dover più tentare di correre. Ero svuotato. Mi sono appoggiato ad una transenna, volevo sedermi, ma ho pensato che mi avrebbero fatto troppo male le gambe a rialzarmi. Così sono andato, come tutti gli altri, verso l'uscita. Appena prima c'era la consegna delle medaglie. Una ragazza me la mette al collo dicendo "Congratulations!", la ringrazio e continuo a camminare. Do un bacio alla medaglia tanto per, come se fosse un atto dovuto, ma qualcosa scatta dentro di me. Quello è stato il mio traguardo, solo lì mi sono reso conto che avevo finito la corsa, che ero arrivato alla fine. Con 35 minuti in più di quanto mi ero prefissato, oltre il limite delle 4 ore che davo decisamente per scontato, ma ero arrivato. Un attimo dopo qualche singhiozzo e poi ho cominciato proprio a piangere, liberando tutta la tensione accumulata durante la corsa e la lotta con i miei errori e la mia mancanza di energie.


sciolta la tensione e con la medaglia al collo, compare il primo sorriso 

Da quel momento, solo soddisfazione e felicità. Avrò modo di rifarmi se ne avrò voglia (e dalle sensazioni che sento, credo che avverrà molto presto, ma ne riparleremo), intanto sto portando a casa una medaglia che è solo un oggetto, ma rappresenta una battaglia che sono orgoglioso di aver vinto. Ho lottato contro me stesso, contro la voglia di smettere, contro i dolori e le energie che non c'erano più, contro soprattutto i miei errori da vero e proprio principiante. Per una minima mia discolpa, posso dire di aver voluto spingere perché un mio grande errore, nella corsa e in tante altre cose, è quello di non osare mai abbastanza. Non volevo tornare a casa pensando che avrei potuto dare di più. Da qui all'enorme errore di valutazione che ho fatto ce ne passa, me ne rendo conto, ma almeno potete capire da dove sia partita quella spinta a non risparmiarmi nemmeno all'inizio. Devo decisamente rivalutare la capacità di pensare alla corsa e alla distanza e calibrare meglio le energie, ma alla prima maratona direi che ci può stare. E soprattutto, non avrei mai e poi mai potuto accettare un ritiro, e sono contento di non averlo fatto, nonostante non abbia mai sofferto così tanto in vita mia.

Come faccio a spiegare tutto questo all'indiano alla reception?

martedì 4 ottobre 2011

mezza maratona: le foto!

Ecco le foto della mezza maratona, come promesso. Tutti i credits e i ringraziamenti al fratello Mattia per l'ottimo servizio e per gli scatti proprio belli e dall'esecuzione non semplice, visto che son stati fatti tutti al volo, tra un passaggio e l'altro, letteralmente...in corsa!


Poco dopo la partenza, il gruppo è ancora folto e Sergio ed io cerchiamo di trovare il nostro ritmo creandoci un varco tra i corridori più lenti, recuperando qualche posizione vista la partenza molto arretrata.


Poco dopo il primo punto di ristoro, quindi intorno al quinto chilometro. Capiamo in fretta che questi punti più che dar ristoro creano qualche problema: le bottigliette d'acqua sono ovunque, quasi piene, ed il rischio di pestarle è piuttosto alto visto che essendo ad inizio corsa siamo ancora circondati da altri corridori.


Zona Conca Verde, il mio ex cinema! Nonostante i chilometri sulle gambe comincino ad aumentare, c'è sempre voglia di mettersi in posa per le foto.


Bellissimo scatto con un passaggio in curva, in velocità dopo una delle poche discese del tracciato.


Bel passaggio rettilineo in via Carducci. Vedere una bella striscia dritta d'asfalto davanti a sé può essere a volte un po' demoralizzante, ma in questo modo si percorrono distanze più lunghe con meno sforzo psicologico. O almeno questo è quello che cercavo di ripetermi mentre mi avvicinavo alla metà della corsa.


11° chilometro o giù di lì, ritorniamo in centro Bergamo e aumentiamo il ritmo: la seconda parte di gara sarà bella veloce, cosa che mi ha davvero soddisfatto!



Uno dei momenti più belli della corsa: quasi due terzi di gara alle spalle, ma non ancora troppo stanco per sorridere!


Passaggio in via Tremana, con l'obbligato saluto alla casa Baroni & Togni!


Passata la parte più impegnativa in zona Monterosso, un passaggio in salita non indifferente, ci si rinfresca con gran piacere grazie agli spugnaggi gelati! Poco più di quattro chilometri al traguardo.


Penultima curva, circa 200 metri all'arrivo, com'è più che evidente dalla foto io sto dando tutto quello che ho! Sergio non smette di incitarmi e questo aggiunge molta carica e l'arrivo sarà davvero fulminante, tanto da spiazzare pure il fotografo, bloccato dalla folla assiepata all'arrivo (mancava poco all'arrivo dei maratoneti, lo so che non erano lì per me...).


Finalmente arrivati! Foto di rito con la medaglietta al collo, gran soddisfazione e faccia distesa del sottoscritto, felice per l'aver portato a termine la corsa e soprattutto per il tempo insperato!



Post corsa pieno di sorrisi! Un'altro scatto con Sergio, che sembra fresco come alla partenza, e un altro con Mattia, che ha reso possibile questo post e ha fissato su pixel una bellissima esperienza!

Prossima esperienza? Con molta probabilità correrò la mezza maratona di Brescia, che dovrebbe svolgersi a marzo 2012. Ora che ho più consapevolezza dei miei mezzi, l'obiettivo è migliorare il tempo e godersi un'altra competizione. La voglia di tentare la maratona c'è, decisamente, ma nessuno mi...corre dietro e mi voglio prendere i miei tempi, inoltre non mi ispira molto l'idea di allenarmi con corse di 25, 30 km con gelo e neve... Voi comunque rimanete collegati che sicuramente ritornerò sull'argomento.

domenica 25 settembre 2011

21,097 km: done!


Ed eccomi a scrivere della mezza maratona corsa stamattina, che si è rivelata una bellissima esperienza come speravo!! Non solo l'ho portata a termine, ma anche con un tempo ottimo per i miei standard! Ma andiamo con ordine...

Ieri sera dopo il lavoro sono andato a prendere Sergio, avevamo concordato di dormire da me così da essere subito pronti stamattina per andare in centro insieme. La nottata non è stata poi molto lunga, anzi, ma la telefonata con l'amica Franci in Canada e le risate tra noi hanno portato molta serenità e azzerato agitazione e ansia pre gara. Al mattino la sveglia era alle 6:00, qualche minuto a rigirarsi nel letto e poi in cucina a preparare una bella pasta al sugo! Ha fatto strano mangiare maccheroni a quell'ora, ma in effetti ci stava proprio bene vista la fame, inoltre i carboidrati erano di quanto più indicato in vista dello sforzo prolungato.

Verso le otto eravamo in centro alla zona della partenza: consegna sacca e primo pit stop al bagno, poi arriva la prima sorpresa. Mio fratello Mattia s'è presentato in bicicletta e Nikon, ci ha seguito per tutta la corsa e ha realizzato un servizio fotografico che attendo di vedere con ansia!! Grande Mattia, bellissima idea davvero molto gradita, anche per il supporto e la compagnia durante la corsa! Mitico!!

Ultimo pit al bagno e via sulla linea di partenza... più o meno, visto che eravamo un migliaio! Ci siamo accodati senza pretese al gruppo e ce la siamo presa comoda al via, cercando più che altro di trovare un varco tra la folla: davvero emozionante partire, una marea di corridori, tanta gente sui marciapiedi, lo speaker che incita...

I primi chilometri sono passati abbastanza in fretta e con una bellissima sensazione di esserci fisicamente. Nessun problema, un buon ritmo e una buona amministrazione delle energie grazie anche ai consigli di Sergio. La zona centrale della corsa, col lungo rettilineo di via Carducci, è stata un po' lo spartiacque, anche perché ha segnato la metà della mezza maratona e da lì c'è stato un leggero aumento del ritmo che è durato davvero a lungo, in pratica fino alla fine. La classifica non conta, però vedere che si continua a sorpassare altri corridori ti fa capire che stai andando bene.

Arrivati in via Tremana, dove abito, ho accusato un po' la stanchezza, sia per i chilometri ormai accumulati, sia perché il percorso prevedeva qualche salita, affrontata però ottimamente grazie agli allenamenti con un buon dislivello di questi ultimi tempi! In questa fase è stato assolutamente fondamentale l'incitamento continuo di Sergio, un compagno di corsa insostituibile, che ha fatto la mezza al mio ritmo quando poteva sicuramente dare di più. Grazie bro, sei sempre il mio maestro di corsa!

L'ultimo chilometro però è stato una sorpresa anche per me però: le gambe hanno cominciato ad allungare la falcata quasi da sole e la spinta è stata notevole! Abbiamo iniziato a tirare e abbiamo fatto gli ultimi metri in scatto con una volata che rimarrà memorabile!! Bellissimo poi l'arrivo, tra la gente che saluta, l'emozione che sale e la consapevolezza di avercela fatta, il taglio del traguardo e una ragazza che col sorriso ti mette una medaglietta al collo: non capivo davvero nulla, senza ossigeno nei polmoni, ma con un sorriso ebete stampato in volto! E non solo ce l'ho fatta, ma l'ho fatta anche bene, perché un occhio al cronometro ha mostrato un 1 e 44' decisamente sotto le mie previsioni! L'obiettivo era quello di finire e il traguardo secondario era quello di terminare sotto le 2 ore. Direi che è andata benone! Tempo finale di 1 ora, 44' e 30'', mentre il tempo effettivo (visto che eravamo in coda, abbiamo impiegato quasi un minuto ad arrivare alla partenza e iniziare effettivamente la distanza di corsa) è stato di 1 ora, 43' e 39''! Sono davvero molto soddisfatto! 12,2 km/h di media e meno di 5 minuti a chilometro! E, giusto per la cronaca, 317° e 318° posto su poco più di 600 corridori per la mezza maratona. Come prima esperienza non potevo pretendere di più!


Mi ero detto che avrei fatto questa gara e poi avrei pensato ad un'eventuale maratona. E' presto per decidere, ma vista l'emozione e la soddisfazione, non vedo perché no. Raddoppiare la distanza richiede non il doppio di energie e dedizione, ma molto di più. Però 21 chilometri mi sembravano già tanti tempo fa, e ora li ho fatti e pure bene, quindi... Come ho detto più volte, il limite è solo nella nostra testa.

Grazie a chi mi ha incitato e supportato, prima, durante e dopo: avete corso con me e mi avete dato più di una spinta! Appena metto le mani sul servizio fotografico di Mattia vi pubblicherò altri scatti.

lunedì 19 settembre 2011

mezza maratona a BG


"Memorabile un pranzo in collina fatto sabato, fantasticando di corse insieme che per ora sono solo sogni, ma chissà che non diventino presto realtà... In fondo, forse, anche nella vita l'ostacolo maggiore è nella nostra testa."

Ho appena riletto un post dell'agosto 2008 che si conclude così, il compagno di pasto non nominato era Sergio ed io venivo dai primi mesi di corsa. Non ricordavo quel post, inoltre pensavo d'aver iniziato a correre prima! Invece questo è solo il mio terzo anno da podista molto amatoriale. Quello che mi colpisce del post è l'ottimismo che avevo riguardo le mie possibilità, che ingenuo! Però è anche bello vedere quanto fossi emozionato nonostante i primi acciacchi. I vari problemi, per lo più alle gambe, si son sempre ripresentati nel tempo. Sono riuscito a superarli solo di recente, con la marcia in più messa da qualche mese, ad inizio primavera, grazie a sedute di corsa a cadenza costante, puntando più sulla quantità degli allenamenti che dei chilometri. Ho sempre risentito di fiacchezza con la fine dell'inverno e l'arrivo dei primi caldi, così quest'anno ho deciso di prendere la stagione di petto e di tenermi allenato come si deve.

E la differenza s'è vista, devo dire. Si sa, la costanza paga, però non l'avevo mai messo in pratica così bene. Venivo da un inverno di corse, lunghe (relativamente, intorno ai 10 km) e saltuarie, e stavo iniziando ad aumentare gli allenamenti di taichi con la pratica al parco nel weekend, così le ginocchia cominciavano a risentirne. Dimezzato le distanze e aumentato le sedute, il fastidio è passato e contemporaneamente le prestazioni son migliorate visivamente.

Quello che nel 2008 non sapevo è che con l'aumentare del chilometraggio la corsa richiede un impegno esponenziale. E così le ingenue previsioni di super corse son state presto smontate dall'evidenza dei fatti! Grazie all'allenamento costante però son riuscito a costruire meglio la preparazione e così m'è venuta voglia di fissarmi un obiettivo, impegnativo, ma alla mia portata: la mezza maratona. 21,097 km non sono certo epici come i 42,195 della maratona, ma sono comunque una prova non indifferente. Inoltre è un test interessante che permette di sperimentare l'esperienza di corsa, che so essere piuttosto unica: percorso in città tra le strade chiuse, gente che fa il tifo, magari qualche amico o famigliare... Son curioso! Il 25 settembre quindi correrò la mezza maratona qui a Bergamo, su un bel circuito che mi porterà in zona Conca Verde (il cinema dove ho lavorato per qualche anno) e persino sotto casa mia in via Tremana! Partenza e arrivo sono in pieno centro, sul Sentierone.

La citazione di inizio post mi pareva adatta anche perché prevedeva corse in compagnia di Sergio, caro amico che si cimenterà con me nella mezza maratona. Certo, nei nostri pensieri c'erano prove molto più impegnative, ma è bello vedere che una gara insieme sia arrivata davvero. Sia per l'amicizia unica che ci unisce, sia perché è stato lui a farmi appassionare alla corsa, non potrei immaginare compagno migliore per quest'esperienza! A presto per il racconto della giornata di gara!

mercoledì 8 giugno 2011

giovedì 21 agosto 2008

what the hell is goin' on?!


E' da giorni che devo scrivere questo post, ma mi pesa farlo e così ho rinviato fino ad ora. Non sono superstizioso (perché porta sfiga, aggiungerebbe qualcuno), ma il caso è stato proprio beffardo questa volta: poche ore dopo la pubblicazione del post "Corri nicche" del 4 agosto, mi sono svegliato con forti fitte al fianco e da quel momento ho cominciato ad avere dei problemi di respirazione che ad oggi non sono ancora passati, accompagnati da dolori vari ai polmoni.

I fastidi ai polmoni non sono nuovi e penso mi rimarranno sempre, simpatico ricordo degli interventi fatti una decina d'anni fa. E' l'insistenza del fastidio e soprattutto la difficoltà nel respirare a riposo che mi ha preoccupato. Ad un esame superficiale non risulta nulla, i polmoni respirano bene se impegnati. Ho anche provato a riprendere la corsa, a fare sentieri in collina con mio padre, e sotto sforzo va tutto bene; come mi fermo però il respiro ritorna pesante e piano piano si fa risentire qualche dolore.

Dopo i problemi avuti in passato, ogni minimo sospetto di problema al torace mi porta un carico di ansia che poi fatico a ridimensionare, soprattutto in questi giorni di acciacchi prolungati. Finalmente da ieri la situazione pare un poco migliorare, spero di uscirne pian piano anche se non sapere cosa sia successo non mi lascia molto tranquillo. Cercherò di indagare, magari con qualche visita più approfondita, perché sinceramente non voglio mollare la corsa e vorrei sapere cosa posso pretendere dal mio corpo. Intanto l'unica idea che ho è che l'umidità intensa di quest'estate, unita ai miei sforzi fisici, abbia mandato in crisi i miei polmoni particolarmente sensibili. Ma è solo una supposizione, il mio doctor non è stato di molto aiuto e non ha saputo darmi spiegazioni.

Intanto la sanità mentale precaria non si è certo ben conciliata con lo studio, mi sa proprio che dovrò passare l'inverno al freddo e rinviare la partenza a marzo. Ci tenevo a fare un'altra estate agli antipodi, dovrò invece avvicinarmi all'Australia con l'arrivo dell'autunno. Beh, autunno: a fine marzo a Perth ci sono più di 30°...

Musica: Extreme "Saudades de rock"

lunedì 4 agosto 2008

corri nicche, corri!


Piccolo post che con l'Australia ha poco a che fare, ma che mi va di scrivere. Da qualche mese ormai, praticamente dall'arrivo del caldo, ho iniziato a fare un po' di corsa nei dintorni di casa mia. L'inizio è stato ovviamente traumatico! Venivo da due anni di nuoto libero molto saltuario, quindi la forma fisica non era decisamente delle migliori... Ho avuto qualche problema di gambe, soprattutto alle ginocchia, che non mi ha permesso di allungare le distanze per diverse settimane, ma che ora pare risolto. E finalmente ho potuto buttarmi nella corsa anima e corpo vedendo miglioramenti nella tenuta e nel fiato!

Da quando mi sono dedicato al mio corpo (con palestra casalinga da qualche anno, con nuoto prima e la corsa ora; purtroppo tardi, ma meglio che mai, no?) nutro davvero tanto rispetto per ogni sportivo. Inoltre ho sempre subìto molto il fascino di diverse discipline, soprattutto delle arti marziali (per esempio il Tai Chi Chuan del buon Ale), ma vari motivi, soprattutto il lavoro serale, non mi hanno permesso di avvicinarmici. E così, anche per ragioni finanziarie, mi sono dedicato alla corsa, qualcosa che posso fare senza costi, a parte quelli per il vestiario di base.

Lo ripeto, l'inizio è davvero un trauma, correre anche per un solo chilometro diventa una vera impresa! Ma, come in ogni sport, è solo questione di metterci costanza: i risultati arrivano e soddisfano davvero! Non che ora corra per km e km... Arrivo a poco oltre i 6 e mezzo, per ora, ma l'aver superato lo scoglio dei dolori alle gambe mi ha reso veramente felice! Adesso posso meditare nuovi allunghi dopo esser stato fermo ai 5 km praticamente per tutta l'estate...

Se all'inizio il blocco maggiore è fisico, quando ci si comincia ad abituare alla fatica si arriva ad affrontare un altro blocco, secondo me ben più impegnativo: quello mentale. Provato per la prima volta il nuovo percorso oltre i 6 km (so che sembra poco, ne fai cinque, quanto cambia farne sei e mezzo? Cambia, decisamente!) mi sono reso conto di quanto la mia mente cercasse di sabotarmi! Superata la metà non avevo particolare fatica nelle gambe, il respiro era affaticato, ma non ancora a livelli di guardia, però la testa non faceva altro che ripetermi di fermarmi!! Non so spiegarlo bene a parole, magari è qualcosa che gli sportivi tra voi conoscono benissimo. Comunque anche la mente va allenata alla fatica, alla concentrazione, tanto quanto ogni muscolo del corpo. Aiuta molto il fatto che ora mi stia abbastanza invasando di corsa, quindi la voglia di migliorare è tanta e serve a star focalizzati e continuare ad allenarsi. L'idea è di allenarmi per bene durante l'estate e anche oltre, per poi continuare l'allenamento in Australia, dove il clima più mite permette uscite senza troppe difficoltà anche d'inverno. Ho già visto che la maratona a Perth è nei primi giorni di luglio (quindi in pieno inverno australe); chissà, magari con un anno di tempo per prepararmi potrei riuscire a correrla.

Come per l'Australia, e tante altre cose, anche in questo caso devo ringraziare il mio athletic guru, il mio mentore Sergio. Lui corre già da parecchio e, come anche per la palestra, è la mia paziente fonte di informazioni. Ora sta subendo tutto il mio entusiasmo, cose come e-mail con tempi e intertempi dell'ultima corsa e via così! Be patient bro and thanks as always!

Memorabile un pranzo in collina fatto sabato, fantasticando di corse insieme che per ora sono solo sogni, ma chissà che non diventino presto realtà... In fondo, forse, anche nella vita l'ostacolo maggiore è nella nostra testa.

Uee, che finale di post che ho picchiato fuori!! :)

Musica: Red Hot Chili Peppers "Stadium arcadium"