sabato 6 agosto 2011

knee-deep in mergozzo


L'ultimo weekend di luglio ho avuto la fortuna di sfruttare i giorni di riposo dal lavoro capitati giusto di sabato e domenica per una gita a Verbania con gli amici del taichi: Vinz, Ale e Mirko. L'occasione era la graditissima ospitalità di Antonio, istruttore di taichi della scuola di Marcello, persona splendida nonché praticante dalle spettacolari capacità!


Partiti leggerissimamente in ritardo (intorno all'ora dopo rispetto ai piani...) siamo giunti a Verbania verso metà mattina. Recuperati da Antonio, abbiamo giusto lasciato i bagagli a casa sua e cambiati per una sessione di un paio d'ore di pratica, in un angolo di natura davvero bello che proprio mi dispiace non aver catturato in fotografia. E' stato davvero un piacere ritornare a praticare dopo uno stop un po' troppo lungo, salvo qualche serata in compagnia dei soliti sospetti al parco (ultimamente il Montecchio di Nese). Certo le settimane di nullafacenza si sono sentite subito, soprattutto sulle gambe: è inutile, o sono belle presenti e solide, oppure tutto il resto ne risente. In ogni caso è stato molto d'aiuto scoprire qualche esercizio in più per sciogliere bene le anche come si deve, uno dei miei tanti problemi da risolvere e su cui ci sarà davvero tanto da lavorare.

Il tempo è volato e il richiamo del "Signor Carbonara", come diceva Antonio, è diventato sempre più irresistibile! Oltre all'ottima e gradita carbonara, ci si è deliziati il palato anche con bruschette e stuzzichini made by Olivia & Marino (provate gli sfilati alle olive), il tutto bagnato da vino rosso. Cibo, chiacchiere, caffè, ammazzacaffè e si son fatte le 16 senza accorgercene! Dopo un'oretta di graditissima pennica, eccoci pronti a ritornare a praticare: nuovo parco e, dopo un'oretta, nuova compagnia con cinque o sei allievi di Antonio. Abbiamo rivisto gli esercizi di respirazione inversa fatti durante la mattinata e poi provato ad applicarli nel tuishou insieme ai nuovi compagni di pratica. Infine, gran duello dimostrativo tra Antonio e Vinz! Sempre molto coinvolgente vedere un taichi di questo livello!


Una breve passeggiata ci ha riportato in città dove abbiamo cenato in ottima compagnia con una buona pizza (e un pessimo servizio) in riva al fiume. Nonostante la stanchezza e la sveglia sul presto, si è rimasti a parlare fino a tardi, spaziando nei discorsi da Fantozzi allo stile Chen...


Al mattino colazione di commiato da Antonio, davvero un'ottima persona e un gentilissimo ospite, peccato non aver potuto passar più tempo insieme. Recuperata la macchina, abbiamo raggiunto Mergozzo, localita sul lago omonimo consigliataci come luogo adatto per una domenica tranquilla di pratica e relax. E così in effetti è stato: il paesino è molto carino e non molto caotico (era pur sempre una domenica di luglio col bel tempo). Certo i posti dove praticare ce li siamo ricavati un po' noi sul lungolago, coi passanti che si fermavano a commentare tra il divertito e il curioso. Tra le perle: "Ma voi fate parte del taichi?", o la signora che ha chiesto a Vinz: "Fammi sentire la tua forza!"




Nel mezzo un buon pranzo al ristorante, sempre serviti da cameriere ingrugnite, per poi rientrare nel tardo pomeriggio a BG, felici, ma un po' malinconici per la ripresa della routine. Da ripetere sicuramente, sia per rivedere Antonio e praticare insieme, sia per approfondire la conoscenza delle zone che ci sono molto piaciute.


Grazie ad Antonio per l'ottima ospitalità e ai compagni di viaggio per non tirarsi mai indietro quando si tratta di praticare, che sia in casa o in trasferta!

lunedì 20 giugno 2011

äpplarö!

Da questo weekend sono un felice possessore di un tavolo originale Ikea per esterni. Grazie alle recenti belle giornate, m'è capitato di passare qualche momento sul balcone di casa a godermi la brezza serale. La vista nelle immediate vicinanze non è male, nonostante il parcheggio sottostante, visto che c'è parecchio verde e pure Città Alta sullo sfondo. Quel che mancava era un bel tavolo per vivere meglio l'esterno, e così ho ripiegato per un Ikea che si è rivelato un ottimo acquisto: non è troppo grande (non c'è poi tantissimo spazio), ma è persino largo per due persone, inoltre è possibile chiuderlo con facilità, lasciando un solo ripiano oppure abbassandoli entrambi. Eccolo qui nella foto, con le due sedie di corredo.


I primi pasti e le prime colazioni fatte all'aperto sono state molto gradite, decisamente piacevoli e più rilassate rispetto ai pasti in cucina. Finché c'è bel tempo cercherò di sfruttarlo il più possibile! Ovviamente non me lo tengo tutto per me, gli ospiti sono graditi!

Che dici Ale, è uno step interessante per via Tremana? 

lunedì 13 giugno 2011

autodifesa?

Ieri ho visto questo video su Corriere.it, che commentava la notizia dell'istituzione di corsi gratuiti di Krav Maga per tutta la popolazione di Carnate, promossi e in parte anche tenuti dal sindaco del comune, esperto di arti marziali.

A me pare, nel migliore dei casi, una mossa inutile. Primo, è ridicolo pensare che si possa imparare a difendersi con tecniche simili senza poter fare affidamento su un fisico allenato. Come pensa di insegnare la difesa da armi da fuoco o da taglio agli anziani il sindaco Riva? Ma anche se non si è ultra settantenni, basta essere fuori forma e un po' sovrappeso per avere serie difficoltà nel muoversi agilmente.

Secondo, penso che sia preoccupante che un sindaco consideri questi corsi come una soluzione al disagio sociale. Siamo ai livelli del dito e della Luna. Invece che generare un senso di sicurezza, un insegnamento approssimativo così indiscriminato aumenta la percezione del pericolo. Il Krav Maga si basa sulla risposta nel minor tempo possibile, o sull'attacco preventivo. Questo significa avere i nervi tesi e all'erta in situazioni che si possono percepire come pericolose. Se anche questo corso si rivelasse efficace nell'insegnare questa forma di autodifesa alla popolazione di Carnate, prevedo un aumento e non una diminuzione delle aggressioni. In più, se ci si illude di poter fare chissà cosa, si rischia solo di andarsi a infilare in situazioni più spiacevoli di quanto sarebbe stato in partenza.

Mi è stato insegnato e ripetuto più volte che un conto è provare qualche mossa di difesa in una palestra con un istruttore, un'altra cosa è trovarsi di fronte una persona che ti aggredisce senza pietà e a sorpresa. Lo so anch'io che il militare israeliano che si vede nel video reagisce in millisecondi, ma il carnatese medio? Non stiamo quindi illudendo le persone (e mettendole in pericolo) sprecando tempo e risorse per qualcos'altro?

Iscriversi ad un corso di arti marziali può fare solo bene, se lo si affronta con serietà. Io ne sto ricavando tantissimo, principalmente nella consapevolezza e nel rapporto col mio corpo e con le mie possibilità, nel confronto (controllato) e nella sfida coi compagni. Ma non mi illudo di essere diventato un pericolo pubblico, perché faccio molto più fitness che combattimento. Nel medioevo cinese le arti marziali avevano un senso e difendevano la popolazione dai briganti, pensare che questa sia ancora la soluzione ideale a me sembra un pochino illusorio. E se proprio si crede che alla violenza si debba rispondere con altrettanta violenza, allora facciamo come gli americani e liberalizziamo il porto d'armi, mi sembra più coerente: se siamo nel far west e devo salvare la pelle, allora datemi l'arma migliore.

Come sempre i Monty Python illuminano.



Fatemi sapere che ne pensate, soprattutto se siete in disaccordo.

mercoledì 8 giugno 2011

domenica 5 giugno 2011

notte bianca del taichi


Dopo lo stage di maggio, l'appuntamento più atteso col taichi era quello con la Notte bianca dello sport in Bergamo città, dove sono stato presente in rappresentanza della mia scuola Yun Shou, insieme agli amici del jiu jitsu brasiliano, un'altra arte marziale insegnata dal mio maestro Max. E' stata una bellissima esperienza, nonostante la pioggia che ha dato gran poca tregua. Ma l'entusiasmo dei presenti ha veramente fatto dimenticare il dispiacere, tanto che dopo qualche ora nemmeno mi accorgevo se stessi praticando sotto l'acqua o meno!

Sono arrivato sul posto proprio all'orario di inizio, le 17. Ho fatto un giro veloce tra gli stand, ma più per trovare il luogo esatto della mia scuola che per dare un'occhiata a chi fosse presente. Il cielo scuro ed il vento facevano presagire il peggio, ma per quasi un'oretta non ha piovuto e così, raggiunto da Vinz e Ale, si è iniziato a praticare un po'. Dopo le 18, però, uno scroscio di pioggia ci ha fatti riparare sotto i portici dove, dopo un iniziale scoramento, si è ripresa l'attività. A differenza dei compagni del jiu jitsu, che per praticare hanno bisogno del tatami su cui si possono rotolare senza troppi problemi, noi del taichi abbiamo solo necessità di qualche metro di spazio, e così abbiamo potuto continuare l'attività senza grandi problemi. Certo non eravamo esattamente in mostra, ma piuttosto defilati, in ogni caso più di un passante si è fermato a buttare un'occhio incuriosito dalle lotte di tuishou che si son fatte subito serrate.

Dopo un'ora abbondante la pioggia è calata fino a quasi smettere, continuando questo on e off per tutta la serata. Da lì si è quindi tornati sul tatami (bello praticare sul morbido a piedi nudi e con la possibilità di cadere senza paura) tra forma, tuishou da studio e libero. Davvero piacevole rispondere alle curiosità della gente, soprattutto riguardanti gli esercizi a due, l'aspetto meno conosciuto del taichi. Certo, gli occhi erano più per la lotta del jiu jitsu, sicuramente più appariscente (e con molti più praticanti ieri sera), ma la cosa a me fa solo piacere, sia perché si tratta sempre della mia scuola, sia perché è bello vedere l'interesse e la curiosità degli altri verso questi sport e queste arti "minori".

La pratica è continuata fino alla conclusione della manifestazione, a l'una di notte, con giusto qualche pausa per salutare gli amici che son venuti a far visita, cosa molto gradita! Io ho veramente dato tutto quello che potevo, e lo stesso hanno fatto i miei compagni, Vinz, Ale e Nicola. Ci si è contagiati a vicenda con l'entusiasmo ed alla fine ero quasi commosso. Bello vedere anche due new entry della scuola venire a praticare senza timori nonostante abbiano iniziato solo da un paio di mesi! Ottimo spirito.

C'è stato un momento in mezzo ad una sessione intensa di tuishou in cui ho realizzato di essere a praticare nel pieno centro della mia città, di notte, sotto l'acqua, davanti alla gente e col sorriso sulle labbra. Ho capito che stavo vivendo il presente e che me lo stavo godendo, ogni singolo minuto, con serenità e con l'affetto degli amici. Davvero un'esperienza da ricordare!

Preso dall'attività, non ho scattato praticamente foto, giusto una per testimoniare le facce soddisfatte che avevamo a fine serata.


Ho già sentito parlare di un possibile ritorno tra il pubblico a metà luglio, appena ho informazioni più precise vi faccio sapere!

lunedì 23 maggio 2011

stage di taichi


Dal 19 al 22 maggio sono stato al tanto atteso stage con la mia scuola di taichi. Abbiamo soggiornato in un ottimo agriturismo in provincia di Verona, per la cronaca l'Agriturismo dei Grippi, immerso nella quiete dei vigneti e a solo pochi minuti dalle terme di Colà. Quattro giorni splendidi, passati ad approfondire lo studio del taichi, dalla forma al tuishou, ma dedicandosi anche alla meditazione e alla scoperta di routine d'allenamento per il benessere del corpo.

Che la compagnia fosse delle migliori già lo sapevo, ma la serenità, le risate, le lunghe chiacchierate a tavola e la simpatia di tutti mi hanno rapito e davvero conquistato. Le ore di studio passavano come minuti, si arrivava all'ora di pranzo o alla conclusione del pomeriggio proprio senza accorgersene, ovviamente anche grazie all'insegnamento di Max ottimamente calibrato. Se poi al divertimento della pratica del taichi e all'ottima compagnia aggiungete lunghi bagni alle terme, pranzi rigeneranti a base di frutta, pizze con lardo e salamino piccante e grigliate, beh, allora si sfiora la perfezione!

Per darvi una pur minima e vaga idea di come sia stato partecipare a questo stage, ecco un filmato con foto e video fatti durante i quattro giorni. Un po' per pigrizia, un po' per il desiderio di vivere l'esperienza più che registrarla, la mia fotocamera è stata per lo più spenta e così non ho raccolto molto materiale; recupererò quello degli amici che sono stati più meticolosi e attenti (oltre che professionali) nel fotografare e filmare i momenti salienti dello stage, come le sfide di tuishou protratte fino allo scioglimento causa caldo estivo! In ogni caso, ecco il video:



Tra le esperienze più emozionanti, il tentativo (ancora molto maldestro e incerto) di effettuare i primi fajin. Si tratta di un'esplosione di potenza effettuata in brevissimo tempo e in altrettanto breve spazio. Sgombriamo subito il campo da equivoci: non si tratta di evocare magie oscure o di far ricorso a energie mistiche, ma "solo" di imparare a ottimizzare i movimenti del proprio corpo e la sensibilità nel gestirli per poter ottenere il massimo risultato dirompente, appunto in maniera esplosiva, quindi in un arco di tempo limitatissimo. Questa tecnica non si applica ad un movimento specifico, ma ad esempio la si può studiare per metterla in pratica nel tirare pugni, oppure gomitate o spallate. Noi l'abbiamo provata con l'ultimo di questi esempi, e come dicevo, almeno nel mio caso, si tratta delle prime maldestre prove. Però già si intravede qualcosa, si comincia a capire quanto la sensibilità e la sequenzialità nel movimento possano aumentare l'efficacia del risultato finale. E, soprattutto, cosa fondamentale nel taichi, quanto la rilassatezza sia sempre l'elemento chiave, al contrario di quello che si potrebbe pensare quando si parla di tirare una spallata ad un avversario.

Il tuishou poi continua ad essere un modo divertente e per quel che mi riguarda immancabile per migliorare il taichi. Ho la fortuna di aver trovato un gruppo affiatato e appassionato che mi ha permesso di crescere tantissimo, se la si unisce alla costanza nell'allenamento direi che si hanno ingredienti giusti per un miglioramento costante. Sentir parlare di possibili prove agonistiche nei mesi futuri non fa che mettermi ulteriore voglia di impegnarmi! Le sessioni di tuishou durante lo stage, soprattutto quelle in cui si cambiava partner di continuo e si provava anche col maestro, sono state fantastiche, mi verrebbe voglia di passare giornate intere così! E la cosa bella è che ho due o tre compagni che lo farebbero davvero... :)

"Perché pratichi il taichi?" E' una domanda che è sorta durante le varie discussioni a tavola. Di risposte ce ne possono essere tante, ovviamente ognuno ha le sue motivazioni, più o meno chiare e non necessariamente scontate. In questi mesi ho capito che il dono più bello che ho avuto dal taichi è la possibilità di conoscere meglio il mio corpo, di imparare a usarlo con efficacia proprio grazie al rilassamento ed alla coordinazione. E se già la pratica della forma in solitario me l'aveva fatto sentire, mettersi in gioco con i compagni di studio grazie al tuishou l'ha reso molto più esplicito, ed anche il rimando è diventato più forte. Ho passato tanti anni senza avere un buon rapporto col mio corpo, diciamo che convivevamo forzatamente. Poi le esperienze con la piscina prima e la corsa poi mi hanno fatto scoprire un mondo che avevo troppo trascurato. E adesso il taichi mi ha aperto ampi orizzonti tutti da esplorare, regalandomi benessere e soprattutto la compagnia di ottime persone con cui condividere il cammino.

venerdì 1 aprile 2011

australian rock mix


In Australia c'è una fiorente scena rock, molto influenzata dai seventies e tendente più alla ricerca melodica che alla perizia tecnica fine a se stessa. Il livello generale è a mio parere molto buono, anche grazie ad un underground vivace, con molti locali dove suonare; la ricetta è semplice, ma qui in Italia non sembra prendere piede, purtroppo.

Negli ultimi anni, sia per suggerimenti di amici che per scoperte fatte sul posto, sono venuto a conoscenza di diverse band australiane che mi hanno molto affascinato e che tornano di frequente nei miei ascolti. Alcune di queste band hanno avuto enorme successo in patria e sono praticamente sconosciute al di fuori (Powderfinger), altre hanno avuto la sorte opposta (Jet), ci sono realtà in crescita ed ora ai loro primi tour europei (Karnivool) ed altre che, nonostante un livello qualitativo molto alto (nella composizione, ad esempio) combinato con un'orecchiabilità radiofonica, sono inspiegabilmente poco seguite sia dentro che fuori dall'Australia (Thirsty Merc).

Oggi ho pensato ad un mix che riunisse queste band, senza nessuna pretesa di completezza: ho solo voluto riunire i gruppi australiani che più mi piacciono e che spero possano interessare a qualcuno di voi. Se volete approfondire, di seguito ci sono le pagine wikipedia con le discografie, altrimenti chiedete pure a me. Il rock è il comune denominatore, con una piccola escursione nell'electro dei Pendulum (ma la loro base è rock e si sente), per il resto ci si sposta poco, giusto qualche influenza metal nei Karnivool e nei Dead Letter Circus, o la ricerca più intima di Pete Murray (questi sono tra i suoi pezzi più spinti, si inserivano meglio nel mix).

Qui sotto il link per scaricare il mix (per chi non fosse pratico, basta cliccare su "Download Standard" e attendere che finisca il conto alla rovescia):
Download!

Fatemi sapere se qualche band è di vostro gradimenti e se l'idea vi è piaciuta.
Buon ascolto!

giovedì 17 febbraio 2011

meno male che Seymour c'è - la traduzione

A grande richiesta, ecco la traduzione della citazione di Seymour Hersh del post precedente:

"Quello che mi colpisce è questo: ciò che noi pensiamo e possiamo fare potrebbe non essere più rilevante, ormai. Siamo molto meno importanti ora. Potrebbe semplicemente non avere più importanza. Washington può star qui a discutere con gli israeliani riguardo i Fratelli Musulmani... Ci sono cose che stanno accadendo ora su cui noi abbiamo davvero poco controllo, la qual cosa...è probabilmente un bene!"

Interessante notare come, oltre alle riflessioni politiche che si possono fare sui vari interventi americani negli affari di altri stati, concentrandosi sull'ultima frase sia possibile ricavare un insegnamento filosofico su come affrontare gli avvenimenti della nostra vita. E per questo, oltre a Hersh, devo ringraziare Alessandro. Come al solito, buon maestro di vita: io mi ero limitato al dito, ma tu hai guardato oltre!