lunedì 11 maggio 2009

dave matthews band


La scorsa settimana, sfogliando una rivista di musica, sono rimasto folgorato da un piccolo riquadro tra le pubblicità dei concerti estivi contenente queste semplici parole: Dave Matthews Band, Lucca, 5/7. Meno di 24 ore dopo avevo già i biglietti prenotati!

Conosco questo gruppo newyorkese [cavolata, sono di Charlottesville, Virginia ndnic] da parecchio tempo, ma solo da poco più di un anno ho approfondito l'ascolto, procurandomi l'intera discografia. Beh, almeno quella da studio, perché i live non si contano sulle dita di due mani... Praticamente ne pubblicano almeno uno all'anno. Se qualcuno di voi lettori non li conoscesse e volesse approfondire, direi che il modo migliore per farsi un'idea della musica proposta sia procurarsi il loro concerto migliore, The Central Park Concert: più di due ore dei loro classici nella splendia cornice verde al centro di Manhattan.

Il 2 giugno uscirà il loro nuovo album, dal titolo stravagante di Big Whiskey and the GrooGrux King. Qui sotto potete ascoltare il primo singolo, Funny the way it is:



Ho grandissime aspettative per il concerto e credo che saranno pienamente rispettate! Intanto attendo l'album che, se si mantiene sui livelli del primo singolo, sarà di grande spessore. Buon ascolto!

giovedì 7 maggio 2009

world press photo

Spulciando le schermate del Corriere on-line, come mio solito al mattino, ho trovato un articolo sul World Press Photo 2009, concorso internazionale di fotogiornalismo. Più che presentare il concorso in sé, il Corriere si concentra sui sei partecipanti italiani che sono riusciti a classificarsi per la premiazione. A questo link potete leggere l'articolo e vedere le serie di foto degli italiani, alcune davvero splendide. Invece sul sito ufficiale del WPP trovate tutte le foto vincitrici (e, a volte, tutte le serie di foto del singolo fotografo), cliccando in basso al centro su Winners Gallery 2009.

Leggendo l'articolo del Corriere si ha l'impressione che il lavoro del fotografo sia un lavoro solitario, o meglio che siano le persone sole e introverse a venire attratte dalla fotografia. Basta leggere le piccole biografie dei fotografi italiani che hanno vinto al WPP: "Ho scelto di fotografare perché non amo parlare anzi, sono proprio negato con le parole.", "Non so stare fermo troppo a lungo in un luogo.", "Ho iniziato a fotografare seriamente trasferendomi a Mosca. Un posto difficile, per nulla accogliente, la sfida che cercavo.", "Si è trasferito in Francia dieci anni fa. In Italia le case costavano troppo, mi dice, tanto vale la Francia.", "Mi dice che la fotografia è stata un caso: lui e il suo amico di una vita non trovavano ragazze, passavano le giornate della giovinezza scattando foto.". Altro che il Blues, chi si sente solo e triste si dà alla fotografia!

Le foto ora faranno il giro del mondo partecipando a diverse mostre, in Italia saranno esposte a Roma e a Milano. Per quanto riguarda Milano, il sito della galleria che ospiterà l'evento è questo. E' piuttosto scarno e non perfettamente funzionante, almeno sui miei browser... Comunque ci sono i dati riguardanti la mostra. Spero di riuscire a vederla, ci sono delle foto veramente incredibili! Di seguito vi riporto qualche esempio.






mercoledì 6 maggio 2009

avviso!


Un piccolo post per informarvi che da poche ore è nato un fratellino di questo blog, nicche's wormhole! Spiegazioni sul perché e il percome le troverete nel primo post. Questo blog australiano NON verrà abbandonato, almeno per ora, quindi anche qui ci saranno aggiornamenti, spero tra non molto vista l'assenza prolungata!

shedding skin

Benvenuti lettori! Se mi state leggendo è probabile che proveniate dal mio blog fratello e che vi stiate chiedendo: che ne è dell'Australia? Avrà cambiato idea? Come primo passo voglio quindi chiarire i motivi che mi hanno portato ad aprire questo nuovo blog.

A voyage to Terra Australis è stato aperto a gennaio '08, ormai è più di un anno che pianifico l'emigrazione e...sto ancora pianificando! Sì, i tempi si sono allungati più di quanto avrei voluto, sono ancora qui a progettare, la laurea è ad un esame di distanza e, per quanto assurdo possa sembrare, la sensazione negli ultimi tempi è riassumibile con un: "Così vicino, eppure così lontano."

La voglia di partire c'è ancora, non è cambiata affatto, e non è mia intenzione accantonare il blog australiano. Da qualche mese ho iniziato a tenere un Tumblr, un'esperienza divertente che mi è stata mostrata da un'amica e che ho condiviso con lei con piacere. Per chi non lo conosce, Tumblr permette di tenere una sorta di mini-blog, più aperto ad influenze esterne (video, musica e immagini spopolano) e meno legato ai testi di un classico blog. Mi sono però accorto che mi manca la forma più testuale e approfondita di queste pagine, forma che ho imparato a sviluppare man mano che Terra Australis prendeva forma e si arricchiva di contenuti. Contenuti che però erano legati sempre e solo all'Australia, com'era giusto che fosse visto lo spirito di quel sito.

Le idee erano quindi due: modificare Terra Australis accogliendo post di ogni tipo e legando i post australiani da un'etichetta, oppure iniziare un'altro blog da affiancare, nell'attesa di chiarirsi le idee sul da farsi. Per ora opto per questa seconda opzione, sono troppo legato al vecchio blog per cancellarlo, sia anche solo nella veste grafica e non nei contenuti! Inoltre i post australiani non sono frequentissimi, quindi mi va bene così.

E' possibile che cambi idea a breve, magari trovando una terza via... Chissà, intanto mi va così e così è! Come stavo scrivendo giusto pochi minuti fa ad Alessandro, la primavera porta voglia di cambiamento, esperienze nuove, voglia di fare... Un blog è una parte minima e marginale rispetto ad altre esperienze, ma si può partire anche da qui. Ho voglia anche di tenere meglio da conto contatti ed amicizie, un po' assopite durante l'inverno che mi ha contraddistinto per un po' troppo tempo.


Rimugino tra me e me e intanto controllo la posta. Ecco Alessandro che, senza saperlo, centra in pieno il punto e mi scrive questa frase: "Cmq, vero che hai un blog tematico; non puoi mica scrivere solo quello che ti passa per la mente." Grande Baro!

Ecco, il punto è proprio questo. Ho voglia di scrivere quello che mi passa per la mente, senza avere più un vincolo. Probabilmente la maggior parte delle cose che scriverò sarà composta da pensieri che voglio fissare su schermo per me stesso, spero comunque che qualche spunto possa interessare anche a voi, magari farvi sorridere o farvi conoscere qualcosa di interessante.

Perché "wormhole"? E che significa? Un wormhole è un tunnel spaziale, una sorta di scorciatoia tra due punti dell'universo altrimenti lontanissimi. E' nient'altro che un'ipotesi che ha più di ottant'anni e che per ora non trova conferme pratiche. Tuttavia nella fantascienza si è abusato di questo concetto, secondo me davvero affascinante. Il riferimento che io ho cercato per il nome del blog è quello del tunnel spaziale che caratterizza la serie Star Trek: Deep Space Nine, qualcosa di più di un semplice tunnel: un "contenitore" oltre che una scorciatoia, un mondo a sé che regala esperienze uniche, popolato da esseri incorporei estranei alla natura terrena.


-funzione matematica di un tunnel spaziale

Ok, non punto così in alto con queste banali pagine! Però mi piace pensare di essere un piccolo mondo a sé, un contenitore di notizie e curiosità, di mie passioni ed esperienze. Inoltre far riferimento a due mie passioni come Star Trek e l'astronomia, o meglio la fantascienza visto le ipotesi teoriche, non può che rendermi ancora più contento!

Il look del tunnel spaziale del titolo è però più psichedelico che scientifico, mi ha ricordato tanto la scenografia del video di Spirit in the sky, un classico di Norman Greenbaum rifatto negli anni '80 dai Doctor and the Medics, canzone che mi ha sempre fatto sorridere e con cui mi piace cominciare questo nuovo blog.

A presto e grazie per l'ascolto!

martedì 31 marzo 2009

V8 Supercars!


Torna l'angolino del motorista con una succulenta notizia...che non interesserà probabilmente a nessuno al di là del sottoscritto, ma mi piace riportarla. Da due settimane è iniziato il campionato australiano turismo, ne avevo parlato mesi fa in questo post. Purtroppo è sempre difficile avere la possibilità di vedere le gare che non siano di qualche massima formula, figurarsi quelle nell'altro emisfero. E' anche vero che a casa mia non ho collegamenti satellitari con canali sportivi, forse qualcuno su Nuvolari o canali simili ne parla. In ogni caso ho fatto una bella scoperta, cioè ho trovato le prime due gare interamente postate in YouTube! Tra l'altro essendo possibile vederle anche in High Definition (una recente introduzione del sito), le si possono godere anche in buona qualità, direi.


La prima gara, la Clipsal 500, si è disputata su due manche da 78 giri sullo storico circuito cittadino di Adelaide, quello dove ha corso anche la Formula 1 fino a fine '900. Anche il secondo evento è collegato alla Formula 1: le tre manche da 15 giri erano un contorno del primo Gran Premio di Formula 1 disputato sul circuito Alber Park a Melbourne.

Ecco i link:

Clipsal 500
Gara 1
Gara 2

Albert Park
Gara 1
Gara 2
Gara 3

domenica 29 marzo 2009

where the wild things are


Il nome del post viene da un libro per bambini pubblicato nel 1963 dall'autore Maurice Sendak, un libro illustrato con solo una decina di righe come testo, ma che è entrato tra i classici della letteratura americana illustrata per bambini. Io non ne sapevo nulla fino a ieri, quando su IMDb ho visto un link alle nuove foto pubblicate tratte dal film in lavorazione.



Il film, dallo stesso nome, è diretto da Spike Jonze (tra i suoi film più conosciuti c'è il bellissimo Being John Malkovich) ed è co-sceneggiato dallo scrittore Dave Eggers: direi che con queste premesse ci si può aspettare grandi cose! Il film è attualmente in post-produzione, la data di uscita per ora è fissata per l'autunno di quest'anno. Potete vedere il trailer ufficiale qui.

A me ha subito conquistato, ho sempre avuto un debole per i pupazzoni dai tempi dei Muppets (ah, Sendak in passato ha collaborato con Jim Henson per Sesame Street), tra i miei idoli c'è Ludo di Labyrinth...insomma, un film così non poteva non catturare la mia attenzione! Avrei visto bene anche Michel Gondry alla regia, ma mi "accontento" di Jonze.




Comunque, nel libro di Sendak il giovane Max viaggia verso un mondo fantastico, un luogo dove vivono le creature selvagge. Per realizzare il film quindi quale location utilizzare se non la selvaggia Australia? Il film infatti è stato girato nello stato di Victoria, tra gli studi di Melbourne e le desolazioni dell'entroterra più o meno desertico. In queste zone sono stati girati diversi film, il più famoso è sicuramente Mad Max, filmato a Broken Hill e dintorni.

Di seguito qualche screenshot del film, peccato dover aspettare così tanto prima di vederlo!




giovedì 19 febbraio 2009

A380 experience


Cercando video per il post precedente, mi sono imbattuto in questo filmato sulla costruzione, o meglio sull'assemblaggio, dell'ultima creatura Airbus, il gigante A380. In 7 minuti è concentrato il trasporto dei diversi tronconi, la loro fusione, l'allestimento degli interni e la colorazione esterna, in un fast-forward che mi ha molto impressionato.

Al di là della passione che nutro per i velivoli, penso che questo filmato sia interessante anche per chi non è particolarmente attratto dal volo. E' impressionante la struttura e la funzionalità di quest'enorme hangar, la grandezza dei suo spazi e le sue proporzioni rispetto all'uomo, che come suggerisce Caterina, sembra una piccola formichina lavoratrice al confronto del bestione che sta piano piano prendendo forma. Mi ha davvero colpito, se non si fosse capito...


Qual'è il collegamento con l'Australia, direte voi? Beh, è labile, ma c'è, perché continuando a passare da un video correlato all'altro ho trovato questo filmato che mostra la cerimonia di consegna del primo A380 alla compagnia di bandiera australiana Qantas. Anche qui, il filmato mi ha stupito perché non si tratta di un sempice passaggio di consegne, ma di un vero e proprio evento con tanto di proiezione di filmati sull'enorme fusoliera dell'aereo. L'idea mi pare veramente bella e originale, certe sequenze sono splendide.


A questo indirizzo invece si può vedere la colorazione del primo velivolo destinato alla Qantas, in un fast-forward simile al precedente. Non capisco come mai, con tutte le tecnologie di cui sono a disposizione, si sia stampata la bandiera australiana al contrario, almeno dal lato utilizzato per la proiezione di cui sopra... E c'è pure lo spot TV!

Ok, prometto che il prossimo post non sarà a tema aeronautico!

lunedì 16 febbraio 2009

the Kangaroo Route


In quest'era globalizzata, un viaggio aereo verso l'Australia viene visto come un lungo viaggio impegnativo: non ricordo di preciso la durata, qui Sergio può sicuramente essere più preciso, comunque direi che tra ore in volo e ore in attesa al momento dell'obbligato scalo, passeranno almeno venti ore, forse un giorno intero se non si trova uno scambio favorevole. Insomma, un'eternità se paragonata all'ora scarsa o abbondante per raggiungere rispettivamente Parigi o Londra dal nord Italia.

Ma ovviamente le cose non sono sempre state così, un viaggio verso gli antipodi era sicuramente ben più impegnativo anche solo cinquant'anni fa, sia economicamente, sia fisicamente e anche come dispendio di tempo. Il libro di Bryson ha risvegliato il mio interesse riguardo i primi voli che hanno collegato l'Australia al Vecchio continente, avvenuti nel 1947 grazie all'introduzione, da parte della compagnia di bandiera Qantas, dei nuovi Lockheed Constellation. In precedenza era necessario spostarsi via mare, con una crociera che negli anni '50 era di circa cinque settimane, oppure con voli locali di diverse compagnie aeree, da città a città. Invece ora si poteva raggiungere Sydney, partendo da Londra, in soli tre giorni, facendo però frequenti scali in almeno sei città differenti. Proprio per questo motivo, questa rotta venne chiamata Kangaroo Route. Il libro avanza l'ipotesi che forse un'altra affinità veniva dal fatto che questi aerei non potevano volare a grandi altezze e che quindi erano sempre sottoposti a forti turbolenze...


Trovo affascinante l'idea di poter viaggiare in aereo toccando però diverse città, quasi si fosse in crociera. Il Lockheed Constellation (chiamato affettuosamente Connie) era un quadrimotore ad elica molto elegante, desiderato e parzialmente progettato da Howard Hughes, capace di coprire distanze fino ad allora inarrivabili di più di cinquemila chilometri. Questo ha quindi permesso di instaurare una rotta fissa tra l'Australia e l'Europa, anche se caratterizzata da un numero non indifferente di balzi. Ho trovato solo questa cartina esplicativa con le varie tappe necessarie:


Qui invece potete vedere un video che la Qantas ha proiettato sui suoi aerei per i 60 anni festeggiati dalla Kangaroo Route nel 2007. Ovviamente quest'opzione era riservata a pochi fortunati, un viaggio così lungo costava ancora una fortuna e solo anni più tardi, grazie all'introduzione di aerei più economici come il Boeing 707 ed alle tariffe economiche, si è aperta la possibilità del volo transoceanico anche alle masse.

Attualmente la rotta Sydney-Londra viene ancora chiamata Kangaroo Route, ma i balzi ormai sono ridotti ad un singolo scalo a metà strada, che presto potrebbe venire eliminato grazie agli ultimi e moderni aerei progettati da Boeing ed Airbus: 20 ore di volo continuo facendo quasi mezzo giro del mondo e cambiando emisfero! Ho però scoperto che la vera Kangaroo Route attrae ancora grazie al suo fascino: per esempio questo sito consiglia di fare il viaggio dall'Europa all'Australia sfruttando le compagnie aeree low-cost locali. Non è certo il modo più economico per raggiungere gli antipodi, ma ammetto che trovo l'idea stuzzicante, essendo però appassionato di volo: scommetto che molti tra voi hanno la nausea solo a pensare a quanti decolli ed atterraggi dovrebbero fare!


Chi volesse approfondire la conoscenza dello splendido velivolo della Lockheed (poi sostituito dall'evoluzione Super Constellation) troverà qui un piccolo documentario storico e un po' di immagini di un esemplare restaurato e ancora volante. Di filmati se ne trovano parecchi, storici e non.